ROMA - Portarle via è stato un gioco da ragazzi. Sfilate le cerniere della teca, rimosse le vetrate e via: duecentotrentasette reliquie di martiri e santi, tra cui anche un frammento della croce lignea di Gesù, si sono volatilizzate. Sparite. Un furto che ha gettato nello sconforto i parrocchiani della cattedrale della diocesi di Porto e Santa Rufina, alla Storta, periferia nord di Roma. Erano lì custodite e mostrate ai fedeli ogni anno nel solo giorno di Ogni Santi ormai da decenni, da quando il cardinale Eugenio Tisserant ne ha fatto dono alla cattedrale che si innalza imponente tra case e villette a schiera lungo la campagna della Cassia. Il furto è stato denunciato mercoledì. Ma il parroco don Adriano Furgoni non si dà pace: «I ladri devono essere entrati in azione prima, ma non ce ne siamo accorti subito. Hanno portato via ogni cosa, compresa la reliquia di SantIppolito, patrono della diocesi e quella di SantIgnazio di Loyola». La cattedrale infatti è chiusa dal luglio scorso per restauro. La sacrestia però è sempre in funzione. «Una settimana fa - scrive il parroco in una lettera ai fedeli - mi ero accorto che la porta di legno che dalla sacrestia porta alla cattedrale non era chiusa a chiave. Ho pensato a una nostra dimenticanza. Ma poi un mio collaboratore mi ha fatto notare che lanta dellarmadio dove teniamo i paramenti era stata forzata. Siamo andati al reliquario: era stato depredato».