L'area è più che appetibile. E la variante parziale al Piano regolatore generale di Messina richiesta dalla società Molini Gazzi spa può aprire le porte a una serie di operazioni che cambieranno il volto a una porzione della città che, fino a qualche decennio fa, rappresentava il cuore pulsante delle attività produttive messinesi. Già, perché in quel pezzo di città che ha come confini le vie Consolare Valeria, Bonsignore, Bonino e De Zardo, qualcosa bolle in pentola. E l'aspetto fino ad ora più evidente è la richiesta della società, nata nel 1926 da Giovan Silvestro Pulejo, per far diventare la vasta area dove ricade il grande stabile (più le pertinenze) zona B4c e D1. Praticamente, si chiede di adeguare tutto alle limitrofe zone ad alta edificabilità B1, lasciando però intatte le caratteristiche determinate dalla qualificazione D1, e cioè destinazione commerciale. Tradotto, significa che l'area dei Molini Gazzi sarà destinata ad ospitare edifici residenziali e strutture commerciali di vendita. All'alba della crisi che ha portato alla liquidazione del gruppo, l'amministratore delegato della Molini Gazzi spa, Francesco Pulejo, aveva assicurato, con un'intervista rilasciata al quotidiano fondato dallo zio acquisito Uberto Bonino, che non vi erano interessi speculativi sull'area. "La cosa che più mi amareggia aveva dichiarato sono le illazioni che si stanno facendo in questi giorni sul conto mio personale e della mia famiglia, le voci che attribuiscono la decisione del gruppo che rappresento di chiudere il mulino per avviare un'operazione di speculazione edilizia. Sono voci che mi hanno profondamente ferito. Tutto ciò è quanto di più lontano possa esservi dalla mentalità mia e della mia famiglia. Proprio per la correttezza che ha sempre contraddistinto il nostro essere e agire, la società, nella considerazione dell'impossibilità di proseguire le attività industriali, ha presentato al Tribunale di Messina una proposta di concordato preventivo, mettendo a disposizione dei creditori tutte le proprie risorse, mobiliari e immobiliari, compresa l'area in cui sorge il mulino. Abbiamo voluto prima di tutto tutelare le ragioni delle maestranze, dei fornitori, di tutti coloro che hanno collaborato e sostenuto le due aziende nella loro centenaria storia". Francesco Pulejo lo aveva detto a chiare lettere, nel luglio dello scorso anno. Eppure, pochi mesi dopo, nel dicembre 2008, all'Urbanistica del Comune di Messina è arrivata una richiesta, firmata dalla Molini Gazzi spa, con la quale si chiedeva il cambio di destinazione dell'area. Una richiesta che ha fatto il suo corso, visto che il Dipartimento di pianificazione urbanistica di Palazzo Zanca, lo scorso 26 febbraio, inviava la convocazione per una conferenza dei servizi (da tenersi il successivo 16 marzo) al Genio Civile, alla Soprintendenza e alla terza circoscrizione. Oggetto della missiva firmata dal dirigente Manlio Minutoli e dal direttore di sezione Raffaele Cucinotta? "Variante parziale relativa alla zona B1 ricadente a sud del rilevato ferroviario tra la via La Farina (Bonino, ndr) e la via Consolare Valeria". Una conferenza dei servizi "al fine di acquisire i pareri relativi alla variante al Piano regolatore generale". Responsabile del procedimento, lo stesso Raffaele Cucinotta (che lo è anche della pratica relativa alla Società di Trasformazione Urbana del Tirone, la Stu). E come è andata la conferenza dei servizi? Il Genio civile ha dato il suo okay, visto che si trattava esclusivamente di un parere tecnico. E lo stesso ha fatto la Soprintendenza, che non ha ritenuto di dover tutelare lo stabile dei Molini, che con i macchinari interni costituisce un pregiato esempio di archeologia industriale. Per quanto riguarda il Comune, l'assessore all'Urbanistica Pippo Corvaja dichiara: "Noi non siamo d'accordo. Per questo gli uffici stanno redigendo un parere negativo al cambio di destinazione". Ma Raffaele Cucinotta precisa che "la delibera approderà in consiglio comunale con la firma dell'assessore". Un cortocircuito che ricorda quanto fatto dall'aula consiliare, che, all'epoca della crisi della Molini Gazzi, non votò la proposta del consigliere di Vince Messina-Pd, Gaetano Gennaro, con la quale si chiedeva di bloccare, con una votazione, la destinazione parzialmente immobiliare dell'intera area. L'effetto domino. Nello stesso comparto della Molini Gazzi ricade anche lo stabilimento della Triscele, già Birra Messina. Al gruppo Faranda, l'ex sindaco Genovese aveva assicurato un parziale cambio di destinazione da industriale a commerciale con spostamento delle attività produttive a Larderia. È quindi possibile che anche dal gruppo possa arrivare, in futuro, una richiesta di cambio di destinazione. A questo punto, resterebbe libera solo l'area dell'autoparco. Che però, assicura l'assessore al Patrimonio Franco Mondello, "non è in dismissione".
Messina speculazioni. La Molini Gazzi spa chiede la variante al Piano regolatore
La Molini Gazzi spa ha presentato una richiesta al Comune di Messina per aprire la destinazione dell'area dove si trova il suo stabilimento, che è stata approvata dal Dipartimento di pianificazione urbanistica. La società ha richiesto di cambiare la destinazione dell'area da industriale a commerciale, con la possibilità di costruire edifici residenziali e strutture commerciali. La richiesta è stata approvata dal Genio civile e dalla Soprintendenza, ma il Comune ha espresso opposizione e sta redigendo un parere negativo.
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