Il vicepresidente della Regione siciliana e assessore al Turismo, Titti Bufardeci, promuove l'ipotesi di creare un ministero dedicato al Turismo. «Chiamiamolo ministero o cabina di regia, ma di sicuro condivido la proposta del sottosegretario Michela Vittoria Brambilla nel volere portare a sistema il turismo italiano. Non possiamo favorire la crescita di questo settore alimentando antagonismi tra territori», afferma. Come dovrebbe funzionare? «Il ministero avrebbe la titolarità del coordinamento, una capacità economico finanziaria di investimenti sul piano dei grandi accordi, «Brambifia? Sarebbe un ottimo ministro, ma devono darle risorse e competenze» sul piano delle strategie della copertura finanziaria, della promozione, della capacità di attrazione organica. Un dipartimento all'interno della Presidenza del Consiglio, come è ora, non ha tutte queste autonomie». E il ruolo con le Regioni? «Sarebbe privilegiato. La proposta dal basso è fondamentale perché gli enti locali hanno il raccordo con il territorio di espressione, il ministero dovrebbe tenere conto di tutte le esigenze locali coordinando e armornizzando gli interventi». Un nome per il ministro? «La Brambilla sarebbe un ottimo ministro ma devono assegnarle competenze e risorse per potere affermare che il Paese vuoI puntare sul turismo non soltanto come affermazione di parole ma sul piano di un'azione di sviluppo». Come andrà la prossima stagione turistica? «Dalla Bit di Milano e dall'Itb di Berlino, a cui abbiamo recentemente partecipato, giungono segnali positivi per il futuro del turismo siciliano. E non solo perché alla Sicilia è stato assegnato, per il terzo anno consecutivo, il riconoscimento come viaggio pi desiderato dagli ita]iani. Dagli operatori raccogliamo quella consapevolezza di avere un settore con grandissime potenziali1:à di sviluppo. Nel giro di pochi anni, il turismo potrà diventare uno dei nostri principali traini economici». Quali sono le linee guida? «Puntiamo sulla nautica da dipor1:o, sulle eccellenze del territorio e sulla promozione del golf come disciplina in grado di attrarre quote di mercato ad altissimo valore aggiunio. Con i fondi Ue, stiamo procedendo alla graduale ridefinizione dell'ofIena in termini di strutture alberghiele (oltre 300 milioni di euro investiti) e nel settore delle infrastrutture nautiche. Complessivamente, tra programmazione conclusa e progetti futuri, la rete dei porti turistici disporià di fondi pari a quasi 400 milioni di euro». E la crisi? «Anche in Sicilia il turismo è con(lizionato dalla crisi economica, ma la sostanziale tenuta delle nostre quote di mercato avverrà proprio in ragione di questa virtuosa metamorfosi degli asset sul territorio. E importante creare una sinergia tra le regioni e l'identità del Paese perchè la logica di sistema consente di dare valore ai singoli territori». Com'è andata a Berlino? «Per la Sicilia il mercato tedesco è fondamentale: ogni anno genera oltre 300 mila arrivi, con quasi 1,2 milioni di presenze. E il secondo mercato per l'isola dopo la Francia».