Per nulla d'accordo con l'istituzione di un ministero del Turismo. «Una scorciatoia» la definisce Massimo Ostillio, assessore al ramo della Regione Puglia. «Un'evocazione modello bacchetta magica chiarisce. Una cosa che nell'immaginario collettivo pu servire ma che operativamente non pu funzionare se non c'è accordo con le Regioni. Piuttosto che invocare un ministero, invocherei un grande accordo, firmato col sangue da Regioni, Governo e associazioni di categoria perché si proceda con scelte condivise che riguardino i temi utili a rendere competitivo il settore. Riformiamo l'Enit piuttosto». La sua sembra l'idea di un ministero con funzioni dirigiste. Potrebbe non esserlo e andare nella direzione da lei auspicata. «Mi limito a prendere atto di una serie di cose: la rapina dei fondi Fas; la diminuzione dei fondi a disposizione delle Regioni; la visione di un esecutivo nazionale che non vede il turismo tra i temi principali dell'agenda di governo. Così le Regioni oggi si trovano a fare da parafulmine per tutti i mali del turismo». Molti assessori meridionali non sono d'accordo; il suo collega campano Velardi in testa. Miopia o creduloneria nella bacchetta magica ? «Velardi nel dibattito si è inserito pi come uomo di comunicazione che come politico. Sconta il fatto che è assessore da poco tempo. L'illusione che il packaging, il cartoccio possa sostituire il prodotto è una distorsione tipica pi di chi bada pi alla comunicazione che non alla politica. Meglio partire dai contenuti». Lei fa riferimento al piano di Comunicazione che Claudio Velardi, autorità di gestione del Poin, ha tentato di mettere a punto? L'autorità di gestione ha ipotizzato un piano di comunicazione istituzionale per spiegare in giro cosa è il Poin. Io sono tra queffi che ritiene che prima di fare la comunicazione dobbiamo decidere cosa comunicare. Buttare il cuore oltre l'ostacolo - nel momento in cui le Regioni sono viste con sospetto, pi come centri di spesa piuttosto che come centri di programmazione - è un elemento preoccupante. Abbiamo chiesto il rinvio di tale piano e grazie al cielo è stata accolto». La creazione di un ministero crede possa essere un commissariamento delle Regioni? «L'esperienza dei territori è diversificata. Le potrei citare esempi positivi, tra i quali metterei la Puglia: a dicembre abbiamo registrato un 15. La migliore performance d'Italia. Poi ci sono Regioni che si sono dimostrate incapaci nel tener conto delle drammaticità che provenivano dal proprio da territorio. Si riferisce alla Campania, valga per tutti l'emergenza rifiuti? «Lo sta dicendo lei. Affermo, invece, che bisognerebbe prendere il buon lavoro svolto da alcune Regioni e farlo diventare patrimonio dell'intero paese». Candida la Puglia a Regione guida sulle politiche turistiche? «Be' sono i risultati a parlare. Abbiamo innovato e e aggiornato il sistema delle regole. Certo, esiste una modello Puglia da prendere a esempio».