Claudio Velardi l'ha detto sin dal primo momento: frammentare la promozione turistica del Bel Paese è stata una disavventura i cui effetti hanno prodotto il vertiginoso calo della presenza di stranieri in Italia. Velardi, tuttavia c'è chi non la pensa così: nel senso che ripristinare il ministero del turismo potrebbe portare ad una pésante centralizzazione gestionale. «Guardi, le argomentazioni a sostegno della mia tesi sono semplici: da quando gli italiani, con una decisione sciagurata, hanno abolito il ministero del turismo, l'Italia non fa pi promozione all'estero. E quindi occupa i bassifondi delle classifiche mondiali elaborate in base alla presenza turistica. Eravamo tra i primi paesi al mondo in queste classifiche e oggi siamo stati abbondantemente superati da Spagna, Francia e altri». Non si potrebbe puntare ad una strategia promozionale fondata sui simboli monumentali pi conosciuti piuttosto che sul marchio Italia? «Certo, ma questo sarebbe un altro discorso. Noi dobbiamo puntare su una promozione, che non significa presentare soltanto una campagna, ma attività di marketing, di commercializzazione, press tour, educational. Insomma, avere una politica nazionale di promozione del turismo». Il suo collega pugliese, Ostillio, suggerisce di coordinare le regioni piuttosto che istituire un nuovo ministero. Con una espressione efficace dice: meglio riformare l'Enit che riproporre il ministero del turismo. «Questo va benissimo. Diciamo le. stesse cose: è ovvio che l'importante è che vi sia una forma di co ordinamento. Poi, che tutto questo vada nella direzione ministeriale o meno non è questo il problema». E l'ipotesi di una Enit riformata che coinvolga di pi le regioni? «Non ci sono particolari pdsizioni di principio che ci differenziano. Ostillio ha cambiato idea in una settimana. Lo incontrer domani con il presidente Vendola e sono sicuro che risolveremo ogni nodo. Siamo, del resto, d'accordo sullo sforzo finalizzato a una centralizzazione delle politiche di promozione». Anche sul Poin: la critica investe una strategia di comunicazione che da due anni starebbe sostituendo, di fatto, il contenuto. «Questa è una colossale fesseria. Poiché un anno fa, quando sono arrivato io alla Regione Campania, il Poin era morto. La Commissione Ue aveva bocciato il Poin che avevano contribuito a elabora re Ostillio, Di Lello e non so chi altri. Da quando me ne sono interessato abbiamo incominciato a rispettare tutti i tempi, le procedure e i piani da attuare. Tanto che il 6 aprile è stata convocata la prima riunione del comitato di sorveglianza e mettiamo finalmente a punto la strategia dei poli e delle reti. La Campania ha proposto un solo progetto per il Poin. Sono le altre regioni che registrano un sensibile ritardo: aspetto con pazienza che mi arrivino le altre proposte».
TURISMO CAMPANIA - Velardi: abolire il dicastero fu una sciagura
Claudio Velardi sostiene che la frammentazione della promozione turistica italiana ha portato a un calo della presenza di stranieri in Italia. Velardi suggerisce di ripristinare il ministero del turismo per una promozione turistica più efficace. Altre persone, come Ostillio, suggeriscono di coordinare le regioni piuttosto che istituire un nuovo ministero. Ostillio propone di riformare l'Enit per coinvolgere di più le regioni. Velardi e Ostillio concordano sull'importanza di una centralizzazione delle politiche di promozione. Sono in disaccordo però sulla strategia di comunicazione, con Velardi che critica la strategia attuale e Ostillio che sostiene di averla migliorata.
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