DA ROMA Si chiama Arcus la neonata società per lo sviluppo dell'arte, della cultura e dello spettacolo che potrà contare sul 3 dei fondi destinati alle grandi infrastrutture. Nata da un'idea dei ministri dei Beni culturali Giuliano Urbani e delle Infrastrutture Pietro Lunardi, Arcus Spa è diretta da Mario Ciaccia e parte con poco più di 100 miliardi di vecchie lire (circa 57 milioni di euro) per il 2003-2004, soldi che vengono dagli stanziamenti previsti per la legge obiettivo. Grazie a una sentenza del Consiglio di Stato, nei prossimi anni, il 3 però potrà essere applicato anche alle opere al di fuori dalla legge obiettivo e si potrà arrivare a una cifra di circa 500 miliardi l'anno di vecchie lire (5 mila miliardi di vecchie lire in dieci anni), come hanno spiegato Urbani e Lunardi alla presentazione delle linee guida della società. I due ministri hanno sottolineato che tutte le opere della legge obiettivo rappresentano circa 1 3 delle opere protette e finanziate da altre leggi quest'anno. Tra i primi obiettivi la valorizzazione delle aree archeologiche vicine alle autostrade (l'area di Luni sulla Pisa-Livorno o il Lucus Feroniae sulla Roma-Firenze, la valorizzazione del Porto di Traiano, Ercolano), il recupero del barocco leccese, la valorizzazione del Palazzo del cinema al Lido e della musica sinfonica, lo sviluppo dei musei.