«Ritornare nuovamente al ministero del Turismo? Non mi sembra una priorità; un intervento necessario per attivare la crescita del settore. Credo che il Meridione, soprattutto in questa fase contraddistinta da una delicata congiuntura economica, abbia bisogno di valorizzare le proprie specificità. Ogni Regione dovrebbe essere libera di potenziare l'offerta che meglio riesce a rappresentarla sui mercati globali. La centralizzazione oramai è poco efficace». Così Gennaro Straziuso, assessore alle Attività produttive della Basilicata con delega al Turismo, commenta la proposta di riattivare il dicastero del Turismo. Un'idea che, secondo l'esponente della giunta De Filippo, non è in cima alla lista delle urgenze. Straziuso, subentrato da quasi due mesi a Vincenzo Folino (dopo una crisi scoppiata alla fine di novembre scorso), ha portato in discussione al Consiglio della Basilicata il piano turistico che ha l'obiettivo di lanc:Lare un sistema d'offerta, tra pubblico e privato, competitivo a livello internazionale. Straziuso, come reputa la proposta di tornare al ministero del Turismo? «Penso che non sia un'iniziativa indispensabile. Le Regioni conoscono le specificità dell'offerta e, grazie al dialogo con gli operatori, possono attivare le giuste leve. Ora è giusto parlare di diversi turismi». Su quali interventi scommetterebbe per consen tire al comparto, soprattutto al Meridione, di tornare a crescere? «La via da seguire è il sostegno ai sistemi locali. Penso a una serie di accordi di programma che incentivi l'imprenditoria importante, ovvero quella che ha voglia di scommettere e investire». Come si sta muovendo la Basilicata? «E' in fase di discussione il piano turistico che si basa su quattro punti di forza. Filoni d'offerta da rendere corposi: l'area di Metaponto, quella di Maratea, il Vulture melfese e il Pollino. Il tutto per raggiungere due macro obiettivi: la valorizzazione delle aree interne e il potenziamento delle perle lucane. Quest'ultime devono fare da traino a tutto il comp arto». Quali gli strumenti? «Pensiamo alla definizione di pacchetti d'offerta turistica pubblico -privata (Piot) che sostengano il dinamismo di chi vuole scommettere. Le istituzioni saranno vicine agli imprenditori che vogliono mettersi in gioco».