"Per la prima volta in Italia i beni e le attivita' culturali sono considerati una componente del sistema infrastrutturale del Paese", afferma Mario Ciaccia, riferendosi all'articolo 60 delle legge 289 del 2002 che ha destinato il 3 dei fondi per le infrastrutture ai beni e alle attivita' culturali."Questa legge e' importante perche' al di la' del dato quantistico, e' stato attribuito un nuovo valore al nostro patrimonio e alla sua funzione". Ecco su quale base normativa e' stata costituita Arcus, la s.p.a. istituita con l'articolo 2 della legge 16 ottobre 2003, n. 291 per volontà del ministero delle Infrastrutture e di quello per i Beni e le Attività Culturali, e che ha come obiettivo la promozione di progetti per lo sviluppo degli investimenti nell'arte, nella cultura e nello spettacolo. "La piu' bella creatura di questa Legislatura - la definisce il suo Presidente - perche' tra le sue finalita' c'e' quella di far crescere le risorse italiane coinvolgendo sempre il territorio".Ciaccia descrive la giovane struttura come di una "creatura intelligente" con un'organizzazione snella, finalmente in grado di creare una forte sinergia con il mondo delle autonomie locali, con la realta' delle fondazioni di origine bancaria, con i soggetti deputati allo sviluppo dell'artigianato, del turismo culturale e del made in Italy. Arcus e' gia' pronta ad agire. "Alcune attivita' partiranno immediatamente - assicura il presidente di Arcus - sulla base delle proposte presentate dalla Provincia di Lecce. Si tratta di interventi gia' previsti nell'atto costitutivo della societa' relativi al recupero del famoso barocco pugliese. Altre iniziative riguarderanno, invece, la ricerca e lo sviluppo sistemico del territorio, e saranno realizzate sulla base di un programma che verra' approvato dal ministero delle Infrastrutture e da quello per i Beni le Attivita' Culturali". Dunque, ad Arcus interessano non solo i beni ma anche le attivita' culturali. Tra queste, grande importanza viene attribuita da Ciaccia alla valorizzazione del cinema: "Auspico di poter realizzare per questo settore non solo interventi diretti, ma anche progetti importanti come la creazione di una nuova grande Biennale". Nessun aspetto viene tralasciato dal Presidente si Arcus: "Nascera' un sistema d'integrazione tra i beni archeologici tradizionali e le innovative applicazioni tecnologiche, un incontro tra vecchio e nuovo, con un'attenzione volta ad individuare e a sottolineare qualsiasi forma di ricchezza possa scaturire da una risorsa culturale. Immagino, ad esempio, una filiera di merchandising basata su prodotti di grande qualita' a cui solo i nostri artigiani, apprezzati in tutto il mondo, possono dare vita". Il problema e' che in Italia, secondo Ciaccia, ancora non esiste una rete capillare di merchandising, a differenza di quanto avviene in Francia e in America: "io invece credo in una capacita' e in uno sforzo progettuale in grado di fornire una riproduzione su larga scala dei nostri beni che, ripensati e plasmati dall'estro creativo dei nostri artigiani, possano venire cosi' collocati in una catena di franchising sviluppata non solo su tutto il territorio nazionale, ma anche all'estero. Questo significhera' affermare il made in Italy , vendere i nostri prodotti e attirare l'attenzione di quei mercati che stanno creando grandi aspettative economiche in Occidente, come la Cina e l'India, dove il Pil sta crescendo a pieno ritmo". Nessuno viene escluso a priori dai progetti sostenuti da Arcus: "ogni soggetto, sia pubblico che privato, potrà essere coinvolto su base convenzionale in queste iniziative. Quello che conta e' che tali enti possiedano le caratteristiche idonee a rispondere alle esigenze del caso specifico. Se un imprenditore, ad esempio, volesse favorire il turismo in una determinata zona d'interesse culturale, Arcus lo sosterrebbe in questa attivita' perche' la funzione fondamentale che gli e' stata attribuita e' proprio quella di sviluppare cio' che sta intorno ad un bene. La gestione diretta del bene stesso spetta invece al ministero dei Beni e delle Attivita' Culturali. Arcus fara' cosi' da collante tra i vari soggetti presenti sul territorio per creare un progresso imprenditoriale nel settore dei beni culturali.Si tratta di un campo d'azione esteso - continua Ciaccia - perche' e' la stessa parola cultura che oggi sta assumendo un significato sempre più ampio, con contorni meno definiti.. Questo termine puo' essere riferito alla tradizione enogastronomia, come allo studio delle diverse forme d'impatto che le infrastrutture assumono sul territorio. Cultura e' l'insieme di percorsi, luoghi e testimonianze della storia di un popolo". Arcus e' anche definita da Ciaccia: "Il braccio operativo del ministero delle Infrastrutture e di quello per i Beni e le Attività Culturali, lo strumento per realizzare un'efficiente gestione delle risorse costituite dal 3 dei fondi destinati alle infrastrutture. Per questo, Arcus vanta un Consiglio d'Amministrazione formato da soggetti di elevata preparazione imprenditoriale. I migliori esperti di tutela e conservazione dei beni gia' sono presenti all'interno dei due ministeri: ora con la costituzione di Arcus, questi tecnici possono finalmente fare affidamento anche su un gruppo in grado di far funzionare in modo efficace e innovativo tutte le ricchezza presenti sul territorio.Arcus rappresenta dunque un'occasione per passare dalla speranza alla fiducia, per riuscire a credere in qualcosa di tangibile che dia nuovi posti di lavoro e che, allo stesso tempo, sia in grado di utilizzare correttamente tutto quello che circonda questo petrolio non inquinante di cui e' ricco il nostro Paese. Appunto la cultura.