TRANI «Sostituire le pietre della Cattedrale perché si stanno "sfarinando"? Spero non sia necessario e che il fenomeno dello "sfarinamento" sia sotto controllo, in quanto la sostituzione delle pietre sarebbe un'operazione troppo costosa». Parole del sindaco di Trani, Giuseppe Tarantini, il quale ha bene a mente - pur non essendoci ancora all'epoca - il costo sopportato dal Comune negli anni '50 (non esistendo ancora la competenza esclusiva del ministero sui beni culturali), quando era sindaco Francesco Mongelli, per smontare e poi rimontare il campanile "girando" le pietre che dalla parte esterne si erano ormai usurate. Ma Tarantini è proprio il sindaco che, per tutelare la basilica romanica dalle aggressioni dello smog, ha assunto qualche anno fa un provvedimento storico: chiudere l'area di piazza Duomo al traffico. «In questa maniera - spiega il primo cittadino - abbiamo fatto il massimo per tutelare il monumento dall'inquinamento. Lo sfarinamento della pietra, vicino al mare, è un fenomeno naturale. Non saprei dire se si sia effettivamente aggravato negli ultimi tempi. Fatto sta che va tenuto sotto controllo e se non c'è un'emergenza immediata, per quel che mi riguarda, mi rimetto alle decisioni del direttore regionale dei Beni culturali, Ruggero Martines, con il quale ho instaurato un ottimo rapporto quando purtroppo venne sfregiato il leone del portale. Sono certo che la Soprintendenza sta monitorando la situazione, ma ne chiederò comunque conto. Fermo restando che il monumento non è di proprietà del Comune. Ma questo - conclude - per noi non cambia le cose dal momento che la Cattedrale è il simbolo di Trani nel mondo ». La soluzione proposta da Martines, ovvero la sostituzione delle pietre che si saranno usurate tra 30 o 40 o più anni, è ovviamente una cura estrema a un male che lui stesso ha definito «ineluttabile », dal momento che il sale del mare entra nella pietra e quando si cristallizza la fa spaccare, polverizzandola. Il fenomeno si osserva tanto dentro che fuori della cattedrale, ma con una differenza sostanziale: i trattamenti chimici, che pure esistono, all'esterno non sono consigliabili, mentre dentro sono stati già applicati per arginare il fenomeno, come lo sono stati anche per le parti decorate che, in caso di polverizzazione della pietra, andrebbero irrimediabilmente perse. Da qui l'indicazione della Soprintendenza di monitorare soltanto la situazione della pietra liscia, per arrivare alla loro eventuale sostituzione solo tra diversi decenni. Il fatto è che, a occhio nudo, negli ultimi tempi il fenomeno dello sfarinamento della pietra sembrerebbe essersi accentuato, tanto che anziché polvere negli angoli della parete Ovest si nota vero e proprio pietrisco. Non escludendo quindi che il fenomeno, sia pure naturale, abbia subito di recente una sorta di accelerata. Nel frattempo non mancano le polemiche per scelte alquanto discutibili riguardo alla cattedrale, come quella assunta dal Comune di sistemare una rastrelliera nel piazzale laterale, forando le basole in pietra. Dopo diverse critiche, l'azienda installatrice ha rimosso la rastrelliera solo - si è detto - per evitare polemiche.
PUGLIA TRANI - Cattedrale, pietre in briciole Ma è costoso sostituirle
Il sindaco di Trani, Giuseppe Tarantini, ha espresso preoccupazione per lo sfarinamento della pietra della Cattedrale di Trani, che potrebbe richiedere la sostituzione delle pietre. Il fenomeno è naturale e si verifica vicino al mare, ma potrebbe aver subito un'accelerazione negli ultimi tempi. Tarantini ha assunto un provvedimento per chiudere l'area di piazza Duomo al traffico per tutelare il monumento dall'inquinamento. Ha anche richiesto conto alla Soprintendenza dei Beni culturali per la gestione della situazione. Il direttore regionale dei Beni culturali, Ruggero Martines, ha proposto la sostituzione delle pietre, ma Tarantini è scettico sulla necessità di tale misura.
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