Il settore dei beni culturali in genere, con particolare attenzione ai beni archeologici, dovrebbe essere l'elemento centrale delle politiche di sviluppo e di qualificazione dell'università e della ricerca agrigentina. E' quanto è emerso nel corso della riunione del gruppo del piano strategico che si occupa delle possibilità di potenziamento del polo didattico della nostra provincia. In proposito sono stati individuati alcuni presupposti come l'esistenza di un potenziale terreno di ricerca costituito dal parco archeologico del capoluogo e da tutti gli altri siti disseminati in provincia, oltre alla quantità immensa di beni monumentali ed artistici, siti storici ed architettonici. Inoltre si è fatto riferimento alla collocazione geografica che ha determinato nei millenni, una centralità mediterranea, oggi, ri scoperta; allo sviluppo dei corsi universitari agrigentini e degli studi e ricerche nell'ambito dei beni culturali ed architettonici e del paesaggio; alla recente evoluzione dell'industria agrigentina nei settori delle energie alternative, del biologico e del ciclo delle acque; al nuovo interesse per l'archeologia subacquea. Si è stabilito pertanto che occorre fare una analisi dei corsi di laurea e specialistici da mantenere attivi (settore dei beni culturali, architettura, ingegneria ecc.); una selezione dei corsi specialistici per i quali chiedere all'Università di Palermo di trasferire ad Agrigento la sede centrale; l'individuazione di una proposta di nuovi corsi di laurea legati agli attrattori territoriali ed alla nuova industria; l'esame della proposta di completare il trasferimento ad Agrigento della biblioteca universitaria sui beni archeologici e di promuovere la creazione di un archivio-biblioteca virtuale telematico; la individuazione dei temi della ricerca su cui fondare la partecipazione al Politecnico del Mediterraneo; la ricerca di un sito idoneo ad ipotizzare un campus (residenze, laboratori di ricerca, servizi) per l'accoglienza di studiosi e ricercatori. Dagli interventi precisi e determinati dei presenti, è emersa l'indicazione della necessità di una nuova valutazione sulle attuali scelte (Prg) di concentrare l'università in contrada Calcarelle, verso una diversificazione che guardi al centro storico come sede possibile di facoltà, laboratori e residenze studentesche, ma anche l'ex ospedale e, per il campus, l'area a Villaseta, contigua al Parco sportivo del Mediterraneo.
AGRIGENTO - L'Università deve puntare sull'archeologia
Il settore dei beni culturali dovrebbe essere l'elemento centrale delle politiche di sviluppo e di qualificazione dell'università e della ricerca agrigentina. Il parco archeologico del capoluogo e altri siti della provincia offrono un potenziale terreno di ricerca. La collocazione geografica mediterranea ha determinato la centralità dell'università agrigentina. Si è stabilito che occorre mantenere attivi corsi di laurea e specialistici nel settore dei beni culturali, selezionare corsi specialistici e individuare nuovi corsi di laurea legati agli attrattori territoriali. Si propone anche il trasferimento della biblioteca universitaria sui beni archeologici e la creazione di un archivio-biblioteca virtuale telematico.
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Bene culturale
Luogo