L'assessore all'Urbanistica: la riforma edilizia diventerà una legge regionale entro l'estate. La grande riforma della casa diventerà legge regionale prima dell'estate. I tempi sono questi, ma la norma regionale legata alle modifiche delle abitazioni non sarà identica a quella che lo Stato convertirà in legge fra due mesi, seppure le linee generali saranno recepite totalmente. «La Regione farà proprio il decreto del Governo, ma con alcune modifiche che terranno conto della specialità della nostra regione», dice Garbriele Asunis, assessore all'Urbanistica. E la nostra riforma edilizia «non sarà uguale per tutta l'Isola», perché si terrà conto «delle diverse valenze paesaggistiche che il nostro territorio presenta». Gli aumenti possibili di volumetrie non cambieranno, così come sarà confermata la fascia intoccabile dei 300 metri dal mare, entro la quale non saranno permessi interventi di alcun tipo. «Ma la decisione finale spetta al Consiglio», sottolinea l'assessore. «SIAMO PRONTI» La Giunta sta già esaminando la bozza di decreto legge che venerdì 27 aprile sarà approvato in Consiglio dei ministri. «La Sardegna, ovviamente, adotterà le novità imposte dalla legge nazionale, ma presumo che saranno apportate già in Giunta e quindi in Consiglio delle modifiche legate al nostro territorio e ai diversi contesti», dice Asunis. I tempi: «Entro sessanta giorni a partire da venerdì prossimo, lo Stato trasformerà in legge il decreto del Governo, ma penso che a quella scadenza la riforma edilizia potrebbe aver subito qualche modifica, seppure non sostanziale». Quindi, aggiunge l'assessore, «dovrà essere il Consiglio regionale a occuparsene: in Aula, sarà il bilancio a essere esaminato per primo, poi penso che sarà proprio la nostra legge regionale a essere discussa». Insomma, entro l'inizio dell'estate i sardi avranno il loro Piano Casa. I DETTAGLI «Stabiliremo una graduazione delle quote volumetriche che si potranno aggiungere», dice l'assessore, «la Sardegna non è sempre uguale in ogni angolo edificato». Rispetto alle indicazioni generali (si leggono nel grafico in questa pagina) «le quote saranno ricalibrate per tenere conto della specificità del territorio». Saranno quasi certamente stabilite limitazioni di aumento delle cubature «nei centri storici di antica formazione», mentre «negli edifici pluripiano, saranno possibili solo interventi edilizi che trovino i condomini tutti d'accordo, anche sulla data di inizio e fine dei lavori». La novità nazionale sui lavori consentiti anche su edifici di recente realizzazione ("ultimati alla data del 31 dicembre") trovano d'accordo anche la nostra Regione: «Non ci saranno restrizioni su questo punto». Nell'ipotesi di demolizione e ricostruzione, sottolinea Gabriele Asunis, «l'utilizzo di materiali tipici della bio edilizia sarà obbligatorio», una politica legata al risparmio energetico che permetterà un effettivo miglioramento del patrimonio urbano della Sardegna. Non ci sarà conflitto fra Regione e Comuni sulle autorizzazioni: «Basterà la Dia firmata dal progettista, ma i Comuni potranno imporre, come dice il decreto, aggiustamenti tecnico-estetici», dice Asunis, «la Regione lascerà ai sindaci facoltà di decidere sul proprio territorio, ma nella norma regionale la questione sarà trattata con maggiore attenzione. CON L'UGL E sulla prossima Finanziaria, c'è stato un altro confronto, ieri, fra il governatore Cappellacci, gli assessori La Spisa (Bilancio) e Azunis (Urbanistica), e i vertici regionali dell'Ugl, col segretario Sandro Pilleri e il vice Piergiorgio Piu. I dirigenti sindacali hanno chiesto un piano straordinario «che abbia come base il confronto tra le parti sociali e il governo regionale». Sei le priorità individuate dal sindacato, fra le quali la stabilizzazione dei precari anche nel settore dei servizi e il rilancio dell'edilizia con la riforma nazionale e regionale.
EDILIZIA - Piano casa a misura di Sardegna
L'assessore all'Urbanistica della Sardegna, Garbriele Asunis, ha annunciato che la riforma edilizia diventerà una legge regionale entro l'estate. La riforma nazionale sarà approvata in Consiglio dei ministri il 27 aprile, ma la Regione Sardegna adotterà le novità con modifiche specifiche per il territorio. La Regione stabilirà una graduazione delle quote volumetriche che si possono aggiungere agli edifici, tenendo conto della specificità del territorio. Gli aumenti possibili di volumetrie non cambieranno, e la fascia intoccabile dei 300 metri dal mare sarà confermata. La decisione finale spetta al Consiglio regionale.
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