La Battaglia di Anghiari, il celebre e misterioso dipinto che Leonardo realizzò nel Salone dei Cinquecento, rivivrà dal 25 aprile alla Mostra dell'Artigianato di Firenze grazie ad Antonio De Vito, uno dei pochi pittori capaci di dipingere con l'antica tecnica dell'affresco. I visitatori potranno così assistere in tempo reale alla realizzazione dell'opera, che durerà diversi giorni e sarà eseguita con tecniche e materiali in uso nel Rinascimento. Il dipinto originale di Leonardo, secondo alcuni studiosi potrebbe essere ancora nascosto dietro alle pareti poi affrescate dal Vasari. Ad oggi, tuttavia, per immaginare la più famosa tra le opere del genio vinciano, disponiamo solo dei disegni preparatori e di alcune riproduzioni. Ed è proprio partendo da questi pochi elementi che De Vito tenterà di far riemergere l'opera dedicata alla vittoria delle truppe fiorentine sui milanesi il 29 giugno 1440. «La sfida è ambiziosa - ammette - . Ho dovuto studiare ogni minuzia degli schizzi di Leonardo, leggere ogni frase e parola dei suoi scritti per penetrare il senso profondo del suo segno. Leonardo vedeva la battaglia come un vortice, per cui non c'era lotta ordinata tra due fazioni, ma solo guerra intesa come bestialità. Quello che cerco di fare è comprendere meglio il personaggio. Vedere come poteva essere il dipinto una volta finito è importante per chi come me studia Leonardo ». Un'impresa inconsueta, a cui però De Vito non è nuovo: due anni fa ha realizzato per un'esposizione a Palazzo Pitti un affresco che raffigura due cavalieri impegnati in una lotta estrema, riproducente la parte centrale della «Battaglia». Ora sarà in mostra alla Fortezza: «In questo modo i visitatori potranno vedere l'opera finita accanto a quella che si formerà giorno per giorno». Chi si recherà alla Mostra dell'Artigianato quest'anno potrà penetrare nei misteri di un laboratorio rinascimentale: qui, nella «Bottega di Leonardo», oltre ai lavori di De Vito saranno esposte alcune riproduzioni delle macchine leonardesche, realizzate dall'artigiano Gabriele Niccolai: «Da solo non sarei riuscito a rappresentarlo, perchè Leonardo non è solo pittura, ma anche anatomia, cartografia, scienza e meccanica». Il confronto non è facile, ma d'altronde De Vito, che dalla Puglia si è trasferito in Toscana proprio per stare a stretto contatto con i miti del Rinascimento, ha sviluppato tutta la sua produzione artistica in un dialogo costante con i grandi del passato. Piero della Francesca, Masaccio, Botticelli, Michelangelo, sono solo alcuni dei big dell'arte che s'incontrano nel suo laboratorio. Chi visita la sua bottega, una torre trecentesca nelle colline del Chianti dove vive e lavora, ha la sensazione di stare sospeso tra passato e presente. Lavorando con la tecnica più pura dell'affresco e usando come colori solo le terre naturali, De Vito riesce a realizzare opere di grande modernità. Una volta steso l'intonaco fresco sul muro, restano solo poche ore per dipingere: «L'affresco è una lotta contro il tempo. Il pittore deve fare in cinque o sei ore quello che altri fanno in vari giorni, perché una volta che l'intonaco si secca il colore non si attacca più». L'affresco terminato viene poi lasciato asciugare per alcuni giorni sull'antico muro del trecento su cui è stato realizzato; qui inizia un naturale processo d'invecchiamento, prima di venire staccato dalla parete: «Ci ho messo decenni a imparare la tecnica dello ''stacco", che mi consente di portare in giro le mie opere». L'affresco, separato dal suo supporto originario, a volte frammentato in più parti, diviene così un soggetto isolato dal suo contesto, capace per questo di stimolare la fantasia: «Quello che faccio è captare la modernità nelle figure classiche, capire le opere passate per raccontare sempre qualcosa di nuovo». Accanto il pittore con l'affresco della parte centrale della «Battaglia», sotto mostra la sua Dama con l'Ermellino
FIRENZE - La Battaglia di Anghiari? Ci penso io
La Mostra dell'Artigianato di Firenze dal 25 aprile al 25 maggio ospiterà una replica della Battaglia di Anghiari, dipinta con la tecnica dell'affresco da Antonio De Vito. Il dipinto originale di Leonardo, secondo alcuni studiosi, potrebbe essere ancora nascosto dietro alle pareti poi affrescate dal Vasari. De Vito ha studiato gli schizzi di Leonardo e ha leggere le sue parole per comprendere il senso profondo del suo segno. La sfida è ambiziosa, ma De Vito non è nuovo a realizzare opere con la tecnica dell'affresco. Due anni fa ha realizzato un affresco per un'esposizione a Palazzo Pitti.
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