No al governo da Palazzo Vecchio e Regione. Conflitto d'incostituzionalità? Lo scontro sembra inevitabile. Sul «piano casa» aumentano le distanze tra Comuni, Regioni e governo. Mercoledì l'esecutivo incontrerà l'Anci, l'associazione dei Comuni Italiani, e sempre lo stesso giorno si terrà la conferenza Stato-Regioni, ma le modifiche del decreto rese note ieri, hanno scontentato ancora di più Palazzo Vecchio e Palazzo Strozzi-Sacrati. Leonardo Domenici non solo presidente dell'Anci e sindaco di Firenze, ma anche assessore all'urbanistica e alla casa del capoluogo dopo le dimissioni degli assessori Gianni Biagi e Paolo Coggiola ha scritto al governo chiedendo un incontro la prossima settimana e aspetta il summit per esternare. Intanto Palazzo Vecchio fa sapere che «il decreto è irricevibile», incoerente anche dal punto di vista delle competenze, e che senza modifiche sostanziali «si profila uno scontro politico-istituzionale di notevole portata». Domenici non ha rilasciato dichiarazioni, ma nella lettera indirizzata ai ministri Fitto e Matteoli ha scritto a nome dei Comuni italiani che il decreto «inciderà pesantemente su competenze e funzioni in materia urbanistica dei Comuni italiani », aggiungendo che «le nuove disposizioni in materia urbanistica andranno a sovrapporsi o a sostituirsi a quelle statali, regionali e locali ». «Le amministrazioni locali ha scritto ancora Domenici esprimono il forte interesse ad essere partecipi di questa importante ridefinizione che incide sia sulla potestà regolamentare delle stesse nei settori di intervento, che sulle possibili trasformazioni dei territori all'interno delle comunità amministrate ». Domenici mercoledì chiederà condivisione e rispetto delle competenze, modifiche sostanziali rispetto alle decisioni fin qui prese dal premier e a quella che il sindaco considera una deregulation. Sul piede di guerra anche la Regione, che come Emilia Romagna e Umbria punta il dito sull'incostituzionalità del decreto, dal momento che le competenze di programmazione urbanistica spettano alle Regioni, in alcuni casi in esclusiva. Venerdì il presidente Claudio Martini ha ribadito di essere disponibile «per l'urgenza di un piano casa e sulla necessità di un sostegno al settore dell'edilizia» e pronto a a discutere «ma senza smontare le regole regionali esistenti e dando risposte a chi ha davvero bisogno di una abitazione». Martini ha però sottolineato come «si adombri la sospensione de facto delle leggi regionali in materia urbanistica» e bocciato il decreto. Di incostituzionalità ha parlato anche l'assessore all'urbanistica Riccardo Conti. «Sembrano confermate le peggiori previsioni e il decreto contiene evidenti profili di incostituzionalità. La ferita inferta alle competenze e al ruolo delle regioni ha spiegato Conti sembra destinata ad anticipare altre ferite al territorio, innescando una situazione di gestione caotica e di deregolamentazione selvaggia». La Toscana (ma anche altre regioni «rosse») contesta il fatto che il decreto entri nel dettaglio delle previsioni di costruzione e pianificazione, ma soprattutto che per decreto si regoli una materia che vede in ballo le prerogative costituzionali. Contestata anche la scelta di uno strumento che diventa valido immediatamente, a prescindere dalla volontà degli enti locali. La Regione, se il governo non cambierà idea (e testo del decreto), pensa al ricorso alla Consulta, forte del precedente «blocco» varato al condono edilizio del 2004 voluto da Berlusconi. Il governo fece ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge regionale che rendeva inapplicabile in Toscana la sanatoria e perse: la Consulta, infatti, riconobbe alla Regione la titolarità a «normare » la materia urbanistica.
FIRENZE URBANISTICA - Piano casa, per Domenici è irricevibile
Il governo ha presentato un decreto che aumenta le distanze tra Comuni, Regioni e governo. Il decreto è stato criticato da Palazzo Vecchio e Palazzo Strozzi-Sacrati, che lo considerano irricevibile e incoerente. Leonardo Domenici, presidente dell'Anci e sindaco di Firenze, ha scritto al governo chiedendo un incontro e aspettando il summit per esternare. Domenici ha affermato che il decreto inciderà pesantemente su competenze e funzioni in materia urbanistica dei Comuni italiani. La Regione ha contestato il decreto, affermando che le competenze di programmazione urbanistica spettano alle Regioni.
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