Marrazzo: nessuna ideologia, meglio aiutare le famiglie col mutuo Bonelli, Verdi: col piano casa avremo 36 milioni di metri quadri, pari a 108 milioni di metri cubi, che si sommerebbero al Prg «Il Lazio dovrà dire di no al piano casa del Governo che presenta anche dei dubbi di costituzionalità». Il presidente del Lazio dice no al piano Casa del governo e chiarisce subito che il suo non è un discorso politico: «Non si tratta di avere dei pregiudizi ma di guardare in faccia alla realtà. L'economia si rilancia anche con una strategia che aiuti le famiglie a pagare i mutui e gli affitti senza far pagare il prezzo della crisi economica al territorio, che ha già dato anche troppo in passato. Nel Lazio abbiamo previsto 550 milioni di euro per le politiche della casa e abbiamo sbloccato fondi per oltre 300 milioni con l'obiettivo di costruire migliaia di nuovi alloggi per giovani coppie, per anziani e per le forze dell'ordine. Questa è la nostra risposta: una risposta razionale che guarda al futuro senza scommettere su interventi invasivi che finirebbero per pesare ancora una volta sulle prossime generazioni». Chissà se conosce, Marrazzo, lo studio preparato dai Verdi, dall'ex capogruppo alla Camera Angelo Bonelli: «A Roma ci sono 700 milioni di metri cubi di cemento. La superficie degli immobili interessati dalla norma di ampliamento del 20 per cento si attesterebbero intorno ai 19 milioni di metri quadri che applicando l'aumento del 20 per cento previsto porterebbe la superficie nuova realizzabile a 36 milioni di metri quadri, pari a circa nuovi 108 milioni di metri di cubi. Questi metri cubi quindi si andrebbero a sommare a quelli già previsti dal Piano regolatore ». Per chi non avesse dimestichezza con la materia, ecco un metro di paragone: «108 milioni di metri cubi sono 1,6 volte le previsioni in più dell'attuale Prg. Gli ampliamenti del 20 riguarderebbero balconi, terrazze i cui volumi verrebbero chiusi per ricavare stanze. Nel caso di assenza di balconi e terrazze viene data la possibilità di costruire un corpo in più sull'immobile: gli effetti sull'estetica saranno devastanti». Il problema, in ogni caso, non è solo legato all'architettura: «In assenza di regole - dice Bonelli - aumenteranno i conflitti di vicinato con un aggravio forte alla macchina della giustizia. La sostituzione del permesso di costruire con la certificazione giurata è di fatto il via libera indiscriminato alla cementificazione, in un paese come l'Italia dove i controlli non sono mai stati adeguatamente esercitati ». Il governo Berlusconi, in realtà, sostiene il contrario: «Dicono di distribuire ricchezza ma in realtà sottrarrà al paese una quantità incredibile di risorse naturali, con forti conseguenze sociali e economiche. Il combinato disposto tra aumento della superficie e la sostituzione del permesso a costruire con la perizia giurata porterà ad un aumento vertiginoso del consumo di suolo con relativo aumento dei costi per le opere di urbanizzazione ». Spese che, stando alle parole di Marrazzo, stavolta non ci saranno.