O almeno il teatro rischia di ridurre le rappresentazioni, accontentarsi di opere senza cantanti, scegliere giovani promesse per non doverle pagare, eliminare le comparse, risparmiare su scenografie e costumi, eccoci finalmente a una svolta politico culturale. Il Carlo Felice bandisce una gara per la riprogettazione della Corporate Identity: nuovo marchio, nuovo manuale di immagine, nuovo stile dei manifesti. Stando ad alcuni esperti consultati da Repubblica, si tratta di unoperazione destinata a costare (a esser cauti) tra i 50 e i 100 mila euro, tra progettazione e costi vivi. Il Commissario vuole lasciare il suo marchio (grafico) sul teatro genovese riprogettando libretti e locandine, cancellando uno stile che era stato rinfrescato appena quattro anni fa. Certo, in quattro anni le mode e gli stili cambiano, i guardaroba invecchiano, ma basta fare qualche telefonata per apprendere che il Teatro alla Scala ha la stessa Corporate Identity da 35 anni e il Piccolo Teatro di Milano, quello di Giorgio Strehler, da 25 anni. E i vertici delle due istituzioni milanesi non sembrano avere in cantiere alcuna trasformazione grafica, magari per cambiare un Bodoni delle locandine con un carattere più innovativo. Per Ferrazza, evidentemente, limmagine è tutto. Allapertura della prossima stagione, in mancanza dei soldi per la Prima, farà distribuire locandine.
LIGURIA - Carlo Felice in rosso, ma non per il look
Il Teatro Carlo Felice di Genova ha bandito una gara per la riprogettazione della sua Corporate Identity, con un budget stimato tra i 50 e i 100 mila euro. L'operazione è destinata a costituire una svolta politico-culturale per il teatro, che vuole lasciare il suo marchio sul teatro genovese riprogettando libretti e locandine, cancellando uno stile che era stato rinfrescato solo quattro anni fa. L'esperto di teatro, Ferrazza, sembra credere che l'immagine sia tutto, e che la prossima stagione, in mancanza dei soldi per la Prima, farà distribuire locandine con il nuovo marchio.
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