La Regione dovrebbe consentire un aumento di un ulteriore 20 dei volumi. E potrebbe riaprire la partita dei sottotetti Limpatto a Milano e provincia: 350mila potenziali cantieri Trecentocinquantamila abitazioni a Milano e un milione novecentomila in Lombardia potrebbero essere interessate dal piano casa del governo, stima lUnione del Commercio. Il presidente Sangalli avverte la Regione: «Nessun favoritismo». Il Pirellone: «Più concessioni a chi affitta». Il Comune: «Bisogna introdurre la perequazione». Con il piano case del governo cantieri in 350mila edifici La Regione: potremmo aumentare del 20 per cento Sangalli: "Garantire il pluralismo" Masseroli: "Così si potrà riordinare la città". De Albertis: "Su Milano prevedo impatto limitato" Gli effetti del piano casa del governo potrebbero riguardare quasi un quarto delle piccole abitazioni di Milano (22 per cento) e quasi la metà di quelle della Lombardia (45 per cento). Stiamo parlando di circa 350mila piccoli edifici tra città e provincia e di 1.900.000 case in tutta la regione. La stima è dellUnione del commercio che, basandosi sui dati dellultimo censimento relativi alle abitazioni non soggette allobbligo della costituzione del condominio (gli edifici composti da 1 a 4 abitazioni), fa le sue previsioni del potenziale impatto del decreto legge che la Conferenza Stato Regioni esaminerà mercoledì prima del varo del consiglio dei ministri, venerdì. La prima reazione del commercianti è positiva, ma anche prudente. Il presidente della Camera di commercio, Carlo Sangalli, ad esempio, mette le mani avanti: «Fermo restando che si tratta di uniniziativa che dovrebbe avere delle ricadute positive sul settore delle costruzioni e dellarredo, bisognerà naturalmente vedere come sarà recepita dalla Regione. È importante tutelare il paesaggio, ma anche garantire un equilibrio distributivo tra il comparto urbano e quello commerciale. In altre parole, bisognerà garantire il pluralismo, senza che alcuni settori si avvantaggino a scapito di altri». Il presidente dellAnce, lassociazione dei costruttori, Claudio De Albertis precisa che, a suo avviso, «limpatto su Milano sarà limitato» rispetto ad altre aree del Paese. «Molte facilitazioni delliter burocratico, in Lombardia erano già state introdotte dalla nuova legge urbanistica. Senza contare che qui cè già stata la possibilità di recuperare i sottotetti. Solo con questa operazione a Milano nel 2005 sono già stati costruiti ben 500mila metri quadrati di nuove abitazioni. Difficile fare di più. I benefici del piano del governo andranno soprattutto alle piccole imprese artigiane che si occupano di ristrutturazioni». Lassessore regionale al Territorio, il leghista Davide Boni, conferma che la versione lombarda del piano casa sarà più restrittiva su alcuni punti, ma potrebbe essere ancora più permissiva e flessibile su altri. «Potremmo concedere la possibilità di aumentare di un ulteriore 20 per cento il volume degli edifici, a patto che il costruttore si impegni ad affittare gli appartamenti invece di venderli. Resta inteso che nei centri abitati la priorità dovrà essere la riconversione di vecchi capannoni industriali o edifici disabitati piuttosto che la costruzione di nuovi palazzi. In questo caso, il piano casa potrebbe far costruire solo a Milano ben un milione di metri quadrati in più». Boni non esclude nemmeno la possibilità di togliere provvisoriamente il blocco alla costruzione di nuovi sottotetti, previsto dalla sua legge urbanistica. A Palazzo Marino, lassessore allUrbanistica Carlo Masseroli spera di ottenere una modifica della legge, che introduca il principio della perequazione. Ovvero, la possibilità di abbattere un edificio ma anche di poterlo ricostruire con una volumetria maggiore in unarea diversa, magari dismessa. Ma già così comè, il nuovo decreto potrebbe rappresentare per Milano loccasione della svolta. «La possibilità di usufruire del cambio di destinazione duso previsto dal decreto - spiega lassessore - permetterà finalmente di riordinare la città. Più che costruendo palazzi nuovi o allargando appartamenti, trasformando in breve tempo vecchi edifici, che in passato ospitavano uffici e ormai sono deserti da tempo, in residenze per studenti, alberghi low cost, o potenziando lhousing sociale. Milano, infatti, può contare su un nuovo piano della città già molto avanzato». Il nuovo regolamento edilizio cittadino, poi, potrebbe concedere ai proprietari di appartamenti la possibilità di coprire i terrazzi, a patto però di uniformarli alle disposizioni approvate dal regolamento di condominio.