Martini minaccia: ricorso alla Consulta Alt delle Regioni «Il progetto del governo è un caos dove tutti potranno fare ciò che vogliono» «Se il governo vorrà andare avanti con un decreto così invasivo, ci troveremo costretti a difendere la storia e la cultura delle nostre leggi urbanistiche facendo ricorso contro il provvedimento alla Corte costituzionale: vedremo mercoledì cosa emergerà dalla conferenza Stato-Regioni». Lo ha detto, confermando quanto anticipato dall'assessore regionale Riccardo Conti al "Tirreno", il presidente della Toscana Claudio Martini. «In Toscana non sentiamo alcun bisogno di istituire deroghe alle normative vigenti per verificare le procedure di autorizzazioni edili - ha proseguito Martini - ma lavoreremo anche su un altro fronte, presentando una nostra proposta per snellire ulteriormente le procedure». Martini ha definito il piano del governo «un caos, dove, se tutti potranno fare ciò che vogliono, vi saranno anche persone che vedranno lesi i propri diritti». La posizione della Toscana sul piano casa del governo, l' assessore all'urbanistica Riccardo Conti l'aveva esposta anche con alcune dichiarazioni alla stampa. «Sembrano confermate le peggiori previsioni e il decreto contiene evidenti profili di incostituzionalità. La ferita inferta alle competenze e al ruolo delle regioni sembra destinata ad anticipare altre ferite al territorio, innescando una situazione di gestione caotica e di deregolamentazione selvaggia», ha detto. Il vertice. Per il governo il piano casa rappresenta un'occasione per rilanciare l'economia; per le regioni invece il decreto, che dovrebbe essere portato in Cdm venerdì prossimo, così com'è costituisce una minaccia alla salvaguardia del territorio e invaderebbe competenze che sono dei governatori tanto da rischiare l'incostituzionalità. Mercoledì a Palazzo Chigi si avvierà il confronto, importante e decisivo, tra governo e regioni per cercare di trovare un accordo. È una seduta straordinaria della conferenza unificata alla quale parteciperà direttamente il Cavaliere. L'incontro si preannuncia non facile; i governatori sono fermi nel difendere le loro prerogative e minacciano di ricorrere alla Corte Costituzionale. Il premier, che è anche incalzato da Bossi, sembra però pronto al dialogo. Franceschini all'attacco. Il segretario del Pd Dario Franceschini ha incalzato anche ieri il premier, ma ha anche confermato lo spiraglio sul piano casa, integrandolo con un programma per gli affitti. Ha riconosciuto che il «il bilancio del settore edile può essere determinante per uscire dalla crisi purchè gli ampliamenti non si risolvano in uno scempio per i nostri centri storici e per il patrimonio architettonico del paese». In soldoni il Pd dice sì all'abbattimento dei vecchi edifici e alla loro ricostruzione «gonfiata» del 30 e con criteri ecologici. L'aumento del 20 delle cubature delle abitazioni civili può essere valutato, purché «non si tratti di una misura generalizzata e avulsa dai controlli delle sovrintendenze e dai piani regolatori». Perché premiare solo chi possiede una casa? Il leader democratico ha proposto soluzioni per garantire un tetto sicuro anche a chi la casa di proprietà non può permettersela, riducendo ad un 20 fisso le tasse per i proprietari che danno in locazione un immobile.