Di Crescent per ora c'è la protesta. Cresce l'opposizione al palazzone da trecento metri di lunghezza per 30 di altezza. Si ribella il popolo dei gazebo ai cinquantamila metri cubi di calcestruzzo tutti dedicati all'edilizia privata. Si raccolgono firme contro alla muraglia che altererà la vista del lungomare e nasconderà dalla spiaggia di Santa Teresa la vista del castello di Arechi. In arrivo anche un'interrogazione parlamentare al ministro Bondi sia sulle procedure di silenzio assenso seguite dalla Soprintendenza che sul trasferimento di proprietà del terreno demaniale. Si mobilita la città, partiti e comitati spontanei contro il Crescent. «Stiamo distribuendo a quanti hanno aderito al comitato cittadino un modello inviato via e-mail su cui apporre le firme per la petizione che poi ci verrà restituito», dicono al comitato No crescent, capitanato da Renato Giordano. L'architetto salernitano si richiama da un altra battaglia di civiltà, quella contro l'edificazione della Saracinesca, il complesso edilizio sul lungomare, a punta Perotti, di Bari solo di recente abbattuto. «Sono stato alla presentazione del plastico - dice Giordano - e ho avuto un contraddittorio con il sindaco. In un capannello gli ho posto dei quesiti. Chiedevo se l'edificio non fosse sovradimensionato e se la piazza non fosse troppo grande. M'ha risposto che era "monumentale" ed io ho risposto che il concetto di monumentalità rappresenta una forma di autoritarismo». L'architetto ricorda le dichiarazioni di De Luca che voleva piazzare un'urna con le ceneri al centro della piazza: «Conferma l'idea di autoritarismo». Giordano è contro all'impianto progettuale: «è sbagliato in quanto l'edificio chiude alla città e non si apre, volta le spalle e fa da barriera alla città storica verso il mare e la vista sarà solo di chi avrà i soldi per acquistare. Di una piazza di 28 mila metri senza nemmeno un po' di verde che me ne faccio?». Infine l'architetto ricorda il porto di Genova dove c'è un acquario che richiama tutti a catturare l'attenzione; mentre nella grande piazza salernitana non si vede alcuna attrattiva. Finanche la firma di Bofill è sotto accusa: «La firma non è sufficiente a riqualificare la città: è un errore madornale. Hanno interpellato un vecchio architetto settantenne, ampiamente superato. È un architetto minore in quanto a lessico architettonico. Non ha risolto un problema alla città». Intanto ieri e ancora stamattina dalle 10alle 20, il coordinamento cittadino del Movimento per le Autonomie promuove in piazzetta Barracano (su corso Vittorio Emanuele) una petizione popolare per «contrastare il progetto presentato dall'Amministrazione comunale inerente la realizzazione di un enorme ed invadente centro direzionale (per civili abitazioni ed uffici) nella zona demaniale di S.Teresa». Spiega il promotore, il consigliere comunale Roberto Celano: «Un progetto rivolto alla fruizione di pochi possidenti e per chiedere il sostegno per un'idea più lungimirante ed accattivante che preveda l'ubicazione nella zona di attrazioni turistico-culturali per promuovere, finalmente, il rilancio produttivo della città e di dare speranza ai disoccupati salernitani». Ieri volantinaggio informativo dinanzi all'ex Capitol mentre il sindaco presentava il plastico che l'Mpa ha ribattezzato «il mostro di S.Teresa». «La raccolta delle firme di Mpa sta andando benissimo- dice Celano - Sono molti gli architetti e alcuni vengono a posta e sono molto critici. Molti mi riferiscono che non hanno capito che saranno abitazioni private che si costruiranno». L'obbiettivo di Celano è arrivare ad un'interrogazione al ministro Bondi e ad un'iniziativa in consiglio comunale. «In realtà il consiglio comunale potrà poco. Solo in giunta vanno le delibere riferite a Pua e Puc. Proporremo un ordine del giorno che avrà solo valore provocatorio: la schiacciante maggioranza in consiglio non consentirà di fare molto». Più corposa l'iniziativa di interrogazione parlamentare al ministro dei beni culturali Sandro Bondi a cui l'Mpa, ad opera del parlamentare Arturo Iannaccone, chiederà di verificare se ci siano eventuali responsabilità della Soprintendenza che ha fatto scadere i termini sul progetto senza esprimere pareri. «Al ministro chiederemo la verifica di tutte le procedure per quanto riguarda la cessione del terreno demaniale acquisito a patrimonio comunale che sarà poi ceduto dietro il pagamento dei diritti edificatori», dice Celano.
CAMPANIA - Di Crescent per ora c'è la protesta.
La città di Salerno è in stato di protesta contro il progetto di costruzione di un palazzo di 300 metri di lunghezza e 30 di altezza, che sarà dedicato all'edilizia privata. Il popolo dei gazebo si è unito per fermare il progetto, che altererà la vista del lungomare e nasconderà la spiaggia di Santa Teresa. L'architetto Renato Giordano, che ha già lottato contro l'edificazione della Saracinesca a Bari, si è unito alla protesta e ha criticato il progetto, che secondo lui è sovradimensionato e chiuderà la città.
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