«Niente paura: ci pensa il commissario». Sembra essere questo il leitmotiv che caratterizza tanti settori della vita pubblica italiana. Dagli enti locali alle soprintendenze, dai parchi ai grandi eventi. E c'è anche chi di poteri straordinari, forse suo malgrado, ha fatto il pieno. Ogni volta che c'è un problema o una situazione delicata si ricorre a lui. Così do- poi rifiuti a Napoli e il prossimo G8 della Maddalena, Guido Bertolaso sarà anche commissario all'area archeologica di Roma e Ostia antica. Una mappa definita di quanti effettivamente siano i titolari di superpoteri è difficile da tracciare. Prendendo in considerazione tutte le tipologie esistenti, dai commissari con incarichi emergenziali agli altri più legati all'ordinario, le stime potrebbero essere di alcune migliaia. E la tendenza è quella di ricorrere sempre pi frequentemente a questa figura. Come il caso dell'attribuzione di poteri commissariali ai presidènti degli enti previdenziali e di assistenza (Inps, Inail e Inpdap) dopo la scadenza del mandato dei consigli di amministrazione. Ma è sui grandi eventi che l'uomo solo al comando è la soluzione preferita. Dai prossimi mondiali di nuoto, che si svolgeranno a Roma sotto il coordinamento di Claudio Rinaldi, all'Expo di Milano del 2015, per cui è stata nominata commissario il sindaco Letizia Moratti. Per non parlare poi delle emergenze. Attualmente ci sono 83 situazioni aperte, tutte coperte da commissari delegati nominati attraverso un'ordinanza derogatoria. A questi se ne aggiungono circa altri 30 con poteri non derogatori, che rimangono in carica per riportare la situazione alla normalità. «Il grosso delle emergenze riguarda fenomeni metereologici, idrogeologici o a carattere entropico, come l'emergenza rifiuti - spiega Giacomo Aiello, capo dell'ufficio legislativo della Protezione civile -. Possono sembrare tante, ma sono diminuite rispetto agli scorsi anni». Altre figure commissariali ricorrono nel settore dei Beni culturali prima di Roma, è stata la volta di Pompei - oppure per i parchi nazionali, com'è successo per le aree del Gran Sasso e dell'Asinara. «Se l'emergenza diventa l'ordinario - chiarisce Michele Gentile, coordinatore del dipartimento settori pubblici della Cgil - è l'amministrazione stessa che abdic al suo ruolo». Con la conseguenza che in alcune circostanze l'utilizzo di questa opzione assume connotati anche patologici. «In attività che dovrebbero essere svolte dalle pubbliche amministrazioni - fa notare Vincenzo Cerulli Irelli, docente di diritto amministrativo alla Sapienza di Roma - si provvede a nominare commissari che operano con deroghe straordinarie». La spiegazione è da ricercare in un complesso di norme non sempre coerente. Fondamentalmente si sceglie di nominare commissari «per superare i vincoli e gli ostacoli di una legislazione farraginosa», spiega Cerulli. Bisognerebbe quindi agire sulle norme. «In molti casi l'azione amministrativa - conclude il professore - richiederebbeun forte potere dico- ordinamento, mentre è dispersa fra pi punti decisionali». Sulla stessa linea Giacomo Aiello, della Protezione civile: «E un momento patologico, a cui si cerca di rispondere con una figura accentratrice. Per tornare alla normalità serve spingere sulla semplificazione e superare la resistenza di alcune anuninistrazioin che non vogliono assumersi la responsabilità delle decisioni». Come se non bastasse, altri commissari potrebbero arrivare presto per vigilare sui tempi di realizzazione delle grandi opere pubbliche, come prevede il decreto anticrisi del Governo, convertito in legge a gennaio.
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - L'avanzata dei commissari
Il commissario è una figura amministrativa che viene nominata per affrontare situazioni di emergenza o crisi. In Italia, il commissario è spesso ricorso per affrontare problemi in vari settori, come gli enti locali, le soprintendenze, i parchi e gli eventi. La figura del commissario è stata utilizzata in molti casi, anche per affrontare emergenze come le scelte di poteri straordinari. Secondo le stime, ci sono migliaia di commissari in Italia, e la tendenza è quella di ricorrere sempre più frequentemente a questa figura. I commissari sono spesso nominati per affrontare emergenze come le scelte di poteri straordinari, e sono spesso utilizzati per affrontare problemi in vari settori.
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