Ora è acclarato: anche il patrimonio culturale è in una situazione di emergenza. Già lo si sapeva per gli scavi di Pompei, che scontano anni di abbandono e una situazione ambientale a dir poco complicata. Per questo il ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, aveva deciso lo scorso luglio di nominare il prefetto Renato Profili come commissario dell'area archeologica. L'emergenza i è poi estesa e ha contagiato i reperti della capitale: il Foro, il Palatino, il Colosseo, Ostia antica. La situazione di degrado è inarrestabile e inconcepibile. Si tratta di antichità che il mondo ci invidia e che rappresentano la vetrina della capitale. Anche i distratti e frettolosi turisti generalisti non possono nn notarli, perché sono nel cuore della città. Dunque, altro commissario. E non uno qualsiasi, ma Guido Bertolaso, attivo su pi fronti: dopo i rifiuti a Napoli è passato al G8 di La Maddalena e qualche giorno fa ai siti archeologici romani. Senza tralasciare l'incarico principale: quello di responsabile della Protezione civile. Avrà a disposizione milioni (destinati ad aumentare) e nove mesi di tempo per trovare una soluzione. Intanto a Pompei il commissariamento ha sortito soprattutto malumori e tensioni con la soprintendenza. I problemi, invece, restano e l'emergenza pure. A inizio marzo Profili ha lasciato l'incarico e ha passato il testimone a Marcello Fiori, che nel suo curriculum ha anche la protezione civile. Se il commissariamento dei beni culturali è fatto nuovo, non così è in campo ambientale. Nei parchi nazionali l'arrivo del commissario è consuetudine. A inizio febbraio ha bussato, per volere del ministro Stefania Prestigiacomo, all'Asinara. Nomina considerata dalla Regione (si era ancora nella gestione Soru) un atto d'imperio, prendendo a pretesto la scadenza del consiglio di amministrazione dell'ente. Negli ultimi sette anni sono pochi i parchi a non essere stati commissariati. Basti pensare che nel 2004 erano ben lo, su 27, a essere retti da un commissario. C'è da sperare che non succeda altrettanto alle soprintendenzé.