Il soprintendente: l'area sarà il museo del castello, cerchiamo partner perché resti aperta tutto l'anno La cultura non è più un'esclusiva (finanziaria) dello Stato, sentenzia il ministro Sandro Bondi transitando, in tempi di pane duro come questi, dalle nostre parti. E proprio dalle nostre parti è in gestazione un progetto destinato a essere una risposta a quest'input. Per le Scuderie del Castello di Miramare - chiuse dopo la mostra su Pompei del 2005 e ora fresche di restauro e da inaugurare entro fine anno - si preannuncia l'inizio di una gestione mista tra ministero, enti locali e privati. Obiettivo: riproporre la formula degli allestimenti temporanei, meglio se sponsorizzati o cofinanziati, e senza tirare il fiato. Organizzando cioè una mostra itinerante dietro l'altra - da affiancare comunque a raccolte statali stabili - fino a fare di quei 700 metri quadrati espositivi delle Scuderie il Museo del Castello. Una sorta di dote «culturale e scientifica» permanente, insomma, da agganciare a quelle naturalistica e storica date dal Parco e dal Castello stesso, come prefigura dal suo ufficio di Verona Fabrizio Magani, Soprintendente al patrimonio storico e artistico per il Friuli Venezia Giulia. I CONTATTI «Stiamo cercando alleanze attraverso contatti con dei soggetti che possano partecipare alla parte gestionale e organizzativa, sto tentando di capire che compagni di strada avremo per avviare in quel sito un certo tipo di esposizioni", fa sapere Magani. Il quale scopre una carta in più dopo l'intervista rilasciata al Piccolo ieri proprio da Bondi, che sulle mostre all'interno delle Scuderie ha ammesso che «stiamo studiando il modo di attribuire nuovamente le risorse necessarie al loro allestimento». «La nostra politica - aggiunge Magani - mira a rendere il più fruibile possibile il nostro patrimonio, a cominciare dalle nostre raccolte museali. Le Scuderie non dovrebbero riaprire con la logica dei tre mesi l'anno e nove d'inattività». IL COMUNE Attenzione, però: l'idea dei privati non è un mistero ma per la Soprintendenza "i primi interlocutori restano Regione ed enti territoriali», giacché «il problema - parola di Magani - non è solo il reperimento delle risorse». «Eventuali società di gestione rientrano in quegli scenari da valutare con attenzione e realismo - risponde l'assessore comunale alla cultura Massimo Greco - mentre si può indubbiamente costruire un'alleanza operativa e organizzativa. Miramare è un magnete a livello di visitatori, ben venga la possibilità di coordinarsi». IL CARCIOTTI In questa partita, su cui al momento regna il massimo riserbo, appare più di un'ipotesi quella che porta a un parcheggio alle Scuderie, della galleria nazionale d'arte antica e moderna, in attesa che si materializzi il trasloco in un Palazzo Carciotti da riqualificare, sancito dal recente accordo tra il Comune e la direzione regionale dei Beni culturali. «Dipenderà dalla durata dell'iter di recupero del Carciotti, se fosse rapido sarebbe inutile predisporre un allestimento così importante a Miramare per poco tempo», puntualizza proprio il direttore regionale dei Beni culturali, Roberto Di Paola. Un'altra pista, ambiziosa, che non esclude l'eventuale transito della Galleria nazionale alle Scuderie, la traccia la direttrice del Parco di Miramare, Rossella Fabiani. «Finché non fosse pronto il Carciotti, una selezione della Galleria potrebbe essere concepita come itinerante, fungendo da vetrina culturale di Trieste in altre città. E' un approccio che, altrove, ha dimostrato di funzionare».