Le affermazioni rese dal neo-presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, Andrea Carandini, sono certamente interessanti e anche importanti, specie per quanto concerne il piano casa berlusconiano. Tuttavia il professor Carandini dà per sistemate dall'alto tante questioni che invece possono risultare oggi meno dannose soprattutto per l'opposizione manifestatasi fra i tecnici del Ministero e nelle associazioni di cui un tempo anch'egli fece parte (talebano della tutela?). Se il tuttora pasticciato commissariamento dell'archeologia nell'intera Provincia di Roma è, a quanto pare, meno grave dell'ipotesi iniziale e sarà mirato davvero a sanare alcuni guasti ben localizzabili senza svuotare le Soprintendenze di poteri, lo si dovrà alle lotte, agli scioperi, alle proteste che in modo esemplarmente compatto hanno messo in campo quanti lavorano nella Soprintendenza speciale di Roma e in quella di Ostia. Non perché qualche deus ex machina è planato dal Collegio Romano sui Fori. Questo andrebbe sempre ricordato, come premessa. Sinceri saluti Ps: ma se Carandini è così contrario a tante iniziative del governo Berlusconi e quindi di Bondi, perché ha accettato di subentrare, in pochi minuti, a Salvatore Settis?