La nomina del capo del dipartimento della protezione civile - Guido Bertolaso - a commissario straordinario delle soprintendenze di Roma, ha suscitato un'infinità di polemiche, seconde solamente a quelle scatenate dalla designazione del supermanager Mc Donald's - Mario Resca - alla direzione generale per la valorizzazione dei musei italiani. Da sempre le Soprintendenze hanno avuto l'arduo compito di tutelare il ricchissimo patrimonio artistico del Belpaese, facendo sforzi sovraumani a causa degli esigui fondi destinati ai beni culturali. A ragione di ciò, la trascuratezza ed incuria constatata nella gestione dei siti archeologici è da imputare sovente alla mancanza di risorse economiche che, venendo meno, hanno ostacolato lo scrupoloso operato di salvaguardia. Anche scervellandosi non si arriva a capire il senso di chiamare in causa proprio Bertolaso, la persona che rappresenta la soluzione alle catastrofi e calamità naturali. Il governo riconduce questa scelta alle pessime condizioni meteorologiche di quest'inverno che hanno causato delle situazioni di emergenza nella zona dei Fori Romani. Una spiegazione un po' rimediata, che di certo non pone chiarezza sull'esclusione del corpo tecnico scientifico della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Roma, che da questa sovrapposizione di competenze ne esce svuotato oltre che sminuito. È assurdo pensare che la tutela delle ricchezze storico-artistiche sia nelle mani di una persona le cui esperienze di intervento esulano da quelle più complesse collegate all'arte. Nonostante l'interessato abbia rilasciato delle dichiarazioni abbastanza rassicuranti («non ho alcuna intenzione di trasformarmi in archeologo»), le perplessità perdurano. Ora non resta che aspettare di vedere quali saranno i provvedimenti che si susseguiranno. Intanto, la prima mossa di Bertolaso viene annunciata con vivo fragore: il 21 aprile, in occasione della ricorrenza del Natale di Roma, si inaugurerà l'impianto di illuminazione dei Fori imperiali. Inevitabile domandarsi se c'era davvero bisogno del capo del dipartimento della Protezione Civile per rendere fruibile anche di notte le zone archeologiche romane.