Firenze Mostre, Palazzo Vecchio si accolla la maggioranza dell'aumento di capitale necessario per sanare il deficit (oltre due milioni di euro) e per rilanciare le attività. Due milioni e duecentomila euro, sui tre milioni totali di aumento, arriveranno tramite l'erogazione di servizi: per l'esattezza, tramite la concessione di Palazzo Strozzi. Il palazzo storico sarà quindi dato nelle mani della Spa a maggioranza pubblica per i prossimi 29 anni. I primi dei quali saranno a costo zero per Firenze Mostre, che userà quei soldi non spesi a scomputo dei 2 milioni e duecentomila euro di nuovo capitale deliberato ieri dal consiglio comunale (gli altri 800mila spetteranno ai privati, banche ed assicurazioni). A decidere quanto vale un affitto di questo genere, sarà una perizia del tribunale: la cifra annuale verrà detratta fino a raggiungere la quota dell'aumento di capitale. Palazzo Vecchio garantirà inoltre un sostegno di 500mila euro per i prossimi cinque anni, con risorse proprie o indirette. Ossia, spera l'amministrazione, sponsor. «Puntiamo a quel sostegno dei privati che finora è mancato, non è stato trovato o quando è stato trovato, era insufficiente» fa notare in consiglio comunale l'assessore alla cultura Simone Siliani. Una velata critica al presidente Franco Camarlinghi, che si va ad aggiungere a quelle (più pesanti) che Siliani rivolge allo stesso presidente per quanto riguarda il controllo di gestione «di cui c'è bisogno. Ma adesso, con questo aumento di capitale, possiamo puntare al potenziamento oltre al risanamento dell'azienda». «Stimo Camarlinghi per la sua genialità: ma chi lo conosce come me sa che non gli si può affidare la gestione di una azienda» chiosa il consigliere ex Margherita Gianni Conti. «Bisognerebbe domandarsi se la Spa è la forma adatta per gestire eventi culturali» dice il vicepresidente Graziano Grazzini, Forza Italia. Una idea condivisa anche da Siliani: «Forse è meglio una fondazione, per il momento c'era bisogno di non liquidare la società». Ma dalle opposizioni, le critiche arrivano soprattutto contro la giunta e il mancato controllo operato. Per Camarlinghi, futuro incerto: rimangono sul tavolo le sue dimissioni, la situazione rimane congelata fino alla prossima assemblea dei soci. L'aumento di capitale passa con 21 voti a favore e 13 contrari. Viene invece bocciato un emendamento che prevedeva la possibilità di un controllo dei bilanci trimestrale da parte dei consiglieri, proposto da Gabriele Toccafondi di Azione per Firenze. «Senza nessun motivo» dice il giovane consigliere.