Il futuro della città Mariani: «Alterati i rapporti tra edilizia pubblica e privata» Il piano casa rischia di ridurre l'edilizia pubblica in città. A lanciare l'allarme è l'assessore all'Urbanistica Luigi Mariani che, numeri del Pati alla mano, delinea il «futuro edilizio padovano» da qui a 10 anni. «Fino al 2019 in città dovrebbero essere edificati circa 3 milioni e 890 mila metri cubi, di questi il 60 per cento dovrebbero essere destinato ad edilizia residenziale, mentre il restante 40 per cento a stabili d'interesse pubblico » spiega l'assessore. «Il problema però è che di questi già 2 milioni e mezzo sono già stati destinati a residenziale -aggiunge-. Quindi,per mantenere l'equilibrio delle proporzioni, il restante milione e 390 mila metri dovrebbe essere al 70 per cento riservato all'edilizia pubblica». E qui s'innesta la questione del piano casa che si appresta a varare il Governo. «Un piano che dà al possibilità di aumentare del 20 per cento le volumetrie residenziali già esistenti arrivando addirittura al se si abbatte e si ricostruisce rispettando i criteri di risparmio energetico- dice ancora l'assessore-. Il tutto naturalmente a scapito degli stabili pubblici che dovrebbero essere realizzati nei prossimi 10 anni». Mariani non è pregiudizialmente contrario al provvedimento governativo per rilanciare il comparto edilizio, uno dei più colpiti dalla crisi. «E' del tutto comprensibile che le famiglie ambiscano ad ampliare l'abitazione- conclude-. Allo stesso tempo non c'è dubbio che in questo modo sia darà un impulso all'economia. Contemporaneamente però mi chiedo che senso abbia una legge di questi tipo in città come le nostre, dove i margini di manovra sono limitatissimi. A Padova poi il 40 per cento delle famiglie è composta da una sola persona che difficilmente sentirà il bisogno di avere una camera in più o di allargare il salotto».