Segesta avrà presto il suo primo museo o archeologico. Sarà inaugurato il 22 aprile in una nuova palazzina e accoglierà reperti provenienti dalle collezioni di diverse istituzioni siciliane. Nel frattempo Palermo vive una fase di lavori in corso destinata a cambiare la mappa museale della città. La prima novità sarà la riapertura, ai primi di maggio, del Museo diocesano che ospita capolavori dell'arte sacra. Segesta. È un ex centro per anziani, ristrutturato per ospitare il nuovo museo archeologico da 2000 metri quadrati, quello che sarà inaugurato il 22 alle 18 dall'assessore regionale ai Beni culturali Fabio Granata insieme al sindaco di Calatafimi-Segesta Nicola Cristaldi. Il primo appuntamento è una mostra d'arte contemporanea che vedrà esposte opere di Kodra, Tumminello, Portale, Catania, Hajto, Marchese, Russo, D'Alì e Schifano. Poi tre delle quattro sale saranno destinate all'archeologia e una sarà riservata all'arte contemporanea. «Vogliamo movimentare il patrimonio archeologico dei nostri musei dice Granata pensiamo di portare qui oggetti delle collezioni del museo di Gela e le teste di Pantelleria, la collezione del principe di Biscari di castello Ursino e la raccolta Judica di Palazzolo Acreide e creare una nuova circolazione interna delle opere, in occasione dell'anno che abbiamo dedicato all'archeologia». L'idea è quella di allestire a Segesta delle mostre temporanee, legate alla promozione del territorio, partendo dal nucleo dei reperti provenienti dagli scavi condotti dall'archeologa Rosalia Camerata Scovazzo all'interno del parco archeologico fin dal '98. «Il museo sarà a ingresso libero dice il sindaco Cristaldi e i visitatori di Segesta potranno usufruire gratuitamente della navetta messa a disposizione dal Comune». Museo diocesano. È stato inaugurato a dicembre scorso dopo vent'anni di oblio, poi richiuso a gennaio per completare alcuni lavori urgenti. Adesso il museo di via Matteo Bonello, ospitato nei locali di palazzo Arcivescovile, dovrebbe riaprire all'inizio di maggio, come annuncia la soprintendente ai Beni culturali Adele Mormino. «Abbiamo lavorato in particolare alla sistemazione di nuove vetrine e di pannelli che consentiranno di integrare l'allestimento presentato a dicembre spiega l'architetto Lina Bellanca che ha diretto i lavori insieme a Marilù Miranda ma è stato anche attivato un ascensore per accedere al piano cantinato che ospita la sezione archeologica». Da maggio sarà così possibile esporre le dodici tele del soffitto dipinto della chiesa dell'Annunziata, realizzate da Mario di Laurito, e poi i paliotti d'altare ricamati con coralli e fili di seta, i paramenti sacri e molti altri reperti di arte decorativa. Albergo dei Poveri. Qui i lavori, finanziati da Agenda 2000 per poco meno di 4 milioni di euro, sono cominciati da una quindicina di giorni, e termineranno nel 2006. Il progetto prevede il restauro dell'intero complesso monumentale settecentesco e gli ambienti che si affacciano sul fronte di via Cappuccini, fino a poco tempo fa usati come deposito, saranno recuperati come sale espositive. Sarà anche ripristinata filologicamente l'area del "giardino dei gelsi", la storica infermeria ospiterà il bookshop e il terzo piano gli uffici e un ristorante sulla terrazza. Il 27 aprile, intanto, a cantiere aperto, sarà ospitata la mostra "Magazzini siciliani". Museo archeologico "Antonio Salinas". Il progetto esecutivo sarà pronto entro 20 giorni, poi, entro l'estate, saranno appaltati i lavori per la ristrutturazione dell'intero complesso architettonico di questo gioiello del centro storico, divenuto museo nel 1866. Un progetto da 12 milioni di euro, che in tre anni di lavori, darà un volto nuovo al complesso monumentale dell'Olivella, dall'impiantistica alla struttura. Il nuovo allestimento si muoverà per nuclei storici e ripercorrerà la storia del collezionismo siciliano. Palazzo Bonet. Sono fermi da un paio di mesi i lavori nella futura sede della Galleria d'arte moderna "Empedocle Restivo". Il progetto (5 milioni di euro, finanziati da Comune e Agenda 2000) è stato adeguato alla nuova destinazione museale: adesso si aspetta un parere dell'ispettorato tecnico regionale. Quando riaprirà il cantiere, occorreranno ancora otto mesi di lavori. Palazzo Tarallo. Giovedì scorso l'assessorato alla Cultura del Comune ha riconsegnato i locali di Palazzo Tarallo, in via delle Pergole, a Ballarò, a Eliana Calandra, direttrice del museo etnografico Giuseppe Pitrè. Sarà questa la sede provvisoria del Pitrè, in attesa che partano i lavori ai corpi annessi alla Palazzina Cinese che attualmente ospitano il museo. Dice la Calandra: «Per ora trasferiremo gli uffici e appena possibile le collezioni meno ingombranti».