L'intervista L'assessore regionale: se il testo del governo sarà confermato lasceremo il tavolo Conti: «Accorciare i tempi delle decisioni, ma con più controlli» «Entro l'estate faremo un bando da 130 milioni per le abitazioni a prezzi bassi: è quello che serve alla Toscana» Slitta di una settimana l'approvazione da parte del governo del «piano casa », ma il premier Berlusconi sembra intenzionato a rendere operativo subito il decreto che consente di aumentare del 20 le case «fino all'emanazione di leggi regionali». «Il decreto appare una messa in mora delle competenze regionali. Il governo dovrebbe limitarsi a dettare i principi generali invece con questo decreto entra nel dettaglio, adombrando la sospensione de facto delle leggi regionali in materia urbanistica, alla faccia del dibattito sul federalismo. L'edilizia va rilanciata, ma il territorio va difeso», risponde il presidente della Toscana, Claudio Martini. No al decreto, dunque, ma entro l'estate 250 milioni di fondi per l'edilizia. Come spiega l'assessore all'urbanistica Riccardo Conti. Assessore, i sindaci di centrodestra dicono che il piano ci vuole, quelli di centrosinistra che non serve, la Regione anche: è la solita contrapposizione ideologica? «È il governo che fa ideologia, che strizza l'occhio al "popolo delle villette", a una certa economia informale che vede il mattone come panacea. Noi parliamo del merito. È il merito è che tra fare e lasciar fare c'è una grande differenza. Non si può dire, come fa il governo, costruite al di là di ogni strumento di pianificazione. Il territorio è una risorsa anche economica per la nostra regione, una delle cifre della nostra identità». C'è chi propone di stralciare i centri storici dalla possibilità di ampliare le case: può essere questo il compromesso? «Non è una soluzione. Abitare non vuol dire solo qualche metro quadrato in più, significa servizi, parcheggi, fogne, strade, verde. Non è una questione estetica: è che il governo del territorio è indispensabile». E l'idea dei costruttori di puntare sugli edifici dismessi da ricostruire con un 35 di volume in più? «La posizione espressa da Ance ci interessa, la frontiera del futuro è la riqualificazione urbana. Ma dire solo si aumenta il 35 è un bluff. Dove si aumenta, dove sono le aree e se non ci sono dove si trovano? La verità è che questi aumenti generalizzati sono solo una risposta illusoria, in gran parte irrealizzabile». Tutto da buttare? Non c'è un'esigenza di semplificazione e flessibilizzazione delle procedure e dei tempi? «Occorre fare presto e bene, su questo siamo d'accordo. Ma la sfida riformista è accorciare i tempi delle decisioni senza stravolgere ambiente, paesaggio e città. E con la legge regionale del 2005 molti interventi si possono fare con la sola Dia». Non è una contraddizione dire "in Toscana già oggi si possono ampliare gli immobili" e affermare "quello del governo è un condono mascherato"? «No. Noi diciamo che si possono fare ampliamenti, ma non sempre e non ovunque. Non piace a noi, e alla maggioranza dei toscani, il modello Veneto, il territorio coperto di edilizia; non ci piace il "via libera" che guarda agli interessi individuali. Gli interessi individuali sono leggittimi, ma devono sempre essere conciliati con quelli della collettività: è l'equilibrio tra questi interessi che da sempre modella la Toscana». Le associazioni di categoria vi chiedono di sbloccare subito i soldi per l'edilizia sociale. «Lo abbiamo fatto a febbraio con un bando da 120 milioni per le costruzioni ecosostenibili ed entro l'estate emaneremo un bando da 130 milioni per le case con affitto da 400 a 500 euro. Cosa serve ai toscani, una stanza in più o un appartamento per il figlio ad affitto possibile? E i nostri 250 milioni sono molti più dei 31 milioni che arriveranno con il piano casa del governo Prodi che Berlusconi ha bloccato due anni e ora ha fatto proprio». Il presidente Martini propone un patto con i Comuni per l'edilizia ecosostenibile: può rilanciare l'economia? «Ci sono legislazioni, fondi e idee e si può fare, coinvolgendo anche il mercato. Penso anche a un patto con i privati con agevolazioni in cambio di aree dove realizzare interventi sociali. Ormai gli espropri sono a prezzo di mercato e quindi impossibili; serve una norma che permetta agli enti di concedere ai privati diritti di edificare altrove in cambio di aeree che servono al pubblico». Piano strutturale di Firenze: va approvato? «Sì e subito. Non si può rimanere senza uno strumento di pianificazione, ma che permette anche salvaguardie e incentivi. Va però cambiata la norma che permette di realizzare case al posto di ex aree industriali e artigianali, con il risultato di condomini ex novo al posto di carrozzerie...». Per concludere, se il decreto non cambia, che farà la Toscana? «Ci alzeremo dal tavolo del confronto Stato-Regione e andremo via. Premiare i furbi è sempre un errore. E l'Italia non è una Repubblica fondata sulle furberie, ma una Repubblica fondata sul lavoro. Riccardo Conti è assessore all'urbanistica della Regione Toscana