Pronto il decreto, ampliamento del 20. Si sale al 35 se si ricostruisce l'edificio La disoccupazione cresce al 6,7. Tremonti: i prefetti non sono una strategia di controllo del credito Nel Consiglio europeo dei capi di Stato e di governo, il premier Silvio Berlusconi ha rivendicato l'attenzione degli altri Paesi Ue per il piano-casa italiano come intervento di stimolo della crescita. «Ne ho parlato con gli altri leader ed è piaciuto un po' a tutti - ha detto il premier, a Bruxelles insieme al ministro dell'Economia Giulio Tremonti -. Il più interessato è il Portogallo, che ha una tipologia di abitazioni simile alla nostra con prevalenza di case mono e bi-familiari». Tremonti ha definito la concessione di allargare la propria abitazione «straordinariamente efficace perché incoraggia le famiglie a investire per se stesse i propri risparmi». Berlusconi ha detto che già lunedì prossimo la bozza del provvedimento arriverà a vari governi Ue tramite le ambasciate, mentre l'approvazione è programmata per venerdì prossimo nel Consiglio dei ministri a Roma. Nella bozza circolata ieri è prevista la possibilità di ampliare fino a un massimo del 20 il volume delle abitazioni private, tetto che sale al 35 se, in caso di demolizione, si realizzi un nuovo edificio. A condizione che si utilizzino tecniche di bioedilizia o fonti di energia rinnovabili. Il summit Ue ha confermato i rischi della crisi economica in corso, ha raddoppiato a 50 miliardi gli aiuti per i Paesi membri dell' Est al collasso e ha ammesso «grave preoccupazione» soprattutto per il rapido aumento della disoccupazione. In Italia l'Istat ha comunicato che nel 2008 i disoccupati sono tornati ad aumentare per la prima volta dopo nove anni (passando al 6,7 dal 6,1 del 2007). Berlusconi ha replicato definendo l'Italia un «corpo sano aggredito da un virus», che ha definito «influenza americana» perché la crisi scaturisce dallo scandalo dei mutui immobiliari speculativi negli Stati Uniti. L'opposizione e la Cgil accusano il governo di sottovalutare la disoccupazione. Ma il premier ha citato anticipazioni «carpite» alla Commissione europea, che attribuirebbero all'Italia una situazione meno preoccupante rispetto a molti altri Paesi Ue. Come punti di forza ha indicato «l'attitudine al risparmio delle famiglie, la solidità delle banche, l'avere imprenditori in numeri che nessun altro Paese ha». Anche Tremonti ha rassicurato e ha poi replicato - pur senza citarlo - al governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, che aveva criticato la sua proposta di inserire i prefetti negli osservatori sul trasferimento dalle banche alle imprese degli aiuti di Stato. «Chi pensa che sia un intervento limitato a una logica finanziaria temo non ne abbia capito la vera essenza - ha precisato Tremonti -. Il binomio non è prefetto-banche, ma territorio-crisi. Se c'è una crisi la risolviamo meglio e prima sul territorio, mettendo intorno a un tavolo i sindacati, le camere di commercio, le associazioni, l'Inps se c'è un debito previdenziale, l'Agenzia delle entrate se c'è da ristrutturare un debito fiscale. L'osservatorio è parte di una strategia, che non è controllo del credito, ma controllo del territorio e sociale». Il ministro dell'Economia ha aggiunto che l'Italia si occuperà delle nuove regole per le attività finanziarie, mentre Francia e Germania del recupero dei capitali occultati nei centri offshore (si ipotizzano perfino misure tipo "scudi fiscali"). Ivo Caizzi