Iniziativa L'incontro tra lo stilista Massimo Piombo e il sindaco Vittorio Sgarbi. «Qui ogni angolo è un pezzo di storia» Sacro e profano. La moda va in processione. A Salemi, per i festeggiamenti di San Giuseppe, il santo Patrono, lo stilista accetta l'invito del sindaco e apre una boutique là dove boutique non ci sono mai state, il collegio dei Gesuiti, prima pietra eretta nel 1562. E poi perché in un paese di 11 mila abitanti le botteghe hanno sempre venduto quel che serve e non c'è mai stato bisogno d'altro. Ma queste sono le sfide che piacciono a Massimo Piombo (lo stilista) e Vittorio Sgarbi (il sindaco). E nella storia perché è tutto come se fosse un racconto d'altri tempi c'è pure un Caravaggio (portato dal primo cittadino che è pure il critico d'arte): «Volevo l'incontro fra l'arte e un piccolo progetto che di per sé si rifà all'arte della tradizione », racconta Sgarbi. Già, piccolo progetto. Perché è vero che Piombo non sono le cifre a parecchi zeri, ma una maniacale ricerca e passione per ciò che è stato e che vale la pena di non dimenticare. I cachemire, per esempio, o i lini tessuti ancora con i telai di legno in Scozia, Francia e Irlanda. O le sete stampate sempre e solo a Lione. O i colori che preferiscono le tinte del Caravaggio e di Matisse. «Perché Salemi? Un modo come un altro per dimostrare che la bella moda, l'alta moda, è anche un processo intellettivo che ha a che fare con un processo di recupero kunderiano della lentezza che non ha nulla a che fare con la fatturazione », a domanda risponde Piombo. «Nella speranza aggiunge che altri seguiranno, perché non di uno ma di tanti deve essere il contributo a portare ovunque un po' del proprio sapere, della propria arte e viceversa cogliere da paesi come Salemi dove ogni angolo è un pezzo di storia che sia quella di quando venne proclamata da Garibaldi prima capitale d'Italia o del terremoto che la distrusse in parte». «Seguiranno »: perché la bottega griffata (30 metri quadrati) è una sorta di temporary- shop: sei mesi e la sfida passerà di mano. Tessuti e colori La boutique di Piombo a Salemi. A destra lo stilista con il sindaco Vittorio Sgarbi Pa. Po.
MILANO Una boutique nel paese che rinasce, nuova sfida a Salemi
Il sindaco di Salemi, Vittorio Sgarbi, ha aperto una boutique di moda con lo stilista Massimo Piombo. La boutique è stata aperta nel collegio dei Gesuiti, dove non ci sono mai state botteghe di moda. Il sindaco e lo stilista hanno lavorato insieme per creare un progetto che combina la moda con la storia e la cultura locale. La boutique offre tessuti e colori unici, come i cachemire e i lini tessuti con telai di legno in Scozia, Francia e Irlanda. La boutique è una sorta di "temporary shop" e passerà di mano in sei mesi. Il sindaco e lo stilista sperano che altri seguiranno il loro esempio e portino la loro arte e sapere a Salemi.
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