È tra i musei più belli d'Italia, unico per la raccolta di avori medioevali che raccontano le storie del vecchio e del nuovo testamento con un'evocazione poetica esaltata dalla perfezione della mano che ha scolpito quelle tavolette mirabili che il mondo intero ci invidia. Eppure da un anno, da quando ha chiuso i battenti la mostra dedicata agli avori salernitani, il portone è sbarrato. Una semplice scritta: in corso i lavori di allestimento. Sulla facciata dell'ex seminario di largo Plebiscito sventola uno stendardo polveroso e quasi a brandelli, a stento si legge la scritta «museo diocesano». «È una vergogna - fa sentire il suo grido di dolore Il professore Vincenzo Garzillo, responsabile del museo insieme a monsignor Mario D'Elia - Ho scritto lettere su lettere ai soprintendenti Abita e Zampino, ma finora ho ricevuto solo risposte vaghe; la data di riapertura, intanto, slitta di mese in mese». Dal convento di San Michele, dove mercoledì sera si è tenuto un convegno dedicato ai beni culturali cittadini, Garzillo, allievo ed erede culturale di monsignor Arturo Carucci, per sessant'anni custode dell'arte sacra della diocesi, lancia un accorato appello alle istituzioni ed al numeroso pubblico presente in sala: «Poniamo termine a questo oltraggio, ne paga anche la città turistica». «Il professore Garzillo ha ragione - tuona il soprintendente ai beni artistici e storici Salvatore Abita, attuale "conservatore" istituzionale del museo - Purtroppo i lavori del nuovo allestimento e della relativa messa in sicurezza degli ambienti vanno a rilento. Non ne conosco neanche io il termine». Su tutte le furie il collega ai Beni ambientali ed architettonici Giuseppe Zampino che sul diocesano come volano di Salerno e provincia ha puntato da anni. «La colpa è della burocrazia - dice - Purtroppo lo smembramento della soprintendenza, il nascere difficoltoso dei due nuovi uffici, l'avvicendarsi di soprintendenti in pochi mesi ha impedito di fatto la prosecuzione di iniziative e cantieri già avviati. Non credo, però, che i tempi saranno ancora lunghi, se non per Pasqua, spero che il museo diocesano apra prima dell'estate». erm.pe.
SALERNO - museo diocesano
Il Museo diocesano di Salerno, noto per la sua collezione di avori medioevali, è stato chiuso da un anno per lavori di allestimento. La scritta sulla facciata indica che i lavori sono in corso, ma il professore Vincenzo Garzillo, responsabile del museo, afferma che la data di riapertura è stata slittata di mese in mese. Garzillo ha scritto lettere ai soprintendenti, ma non ha ricevuto risposte chiare. Il soprintendente Salvatore Abita sostiene che i lavori vanno a rilento, ma il collega Giuseppe Zampino accusa la burocrazia per il ritardo. Entrambi sperano che il museo apra prima dell'estate.
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