Le contromisure della Camerata. Emiliano alla presentazione dellopera non fa nomi ma parla di trame oscure Il grazie al regista: è rimasto a lottare con noi. Accardo raddoppia, ma al Piccinni Dal foyer la voce di Pavarotti mentre in Fiera va in scena la prima E il sindaco rievoca Manzoni "Nozze negate fra città e teatro" "Bari è cambiata e oggi ha la forza per reggere la prepotenza degli stupidi" Per un malore sostituito a tempo di record il soprano 650 gli spettatori nello spazio 7 Rimossa la recinzione intorno al politeama e inaugurate le nuove luci esterne Anche ieri sera il fantasma del palcoscenico non è riuscito a entrare in teatro. È rimasto intrappolato nel foyer del Petruzzelli ma, almeno, ha fatto sentire la sua voce. Attraverso la Turandot e la celebre aria Nessun dorma nellinterpretazione di Luciano Pavarotti. Un colpo di teatro la cui valenza simbolica è stata ben più efficace di qualsiasi altra forma di protesta civile nei riguardi della mancata riapertura del Politeama (attesa fino a poche settimane fa proprio oggi). Se ne sono accorti i passanti che, per circa un paio dore, nellarea antistante il Petruzzelli hanno sentito risuonare la voce di Pavarotti, diffusa da una serie di altoparlanti sistemati sulle finestre alla strada del foyer. Cittadini che per la prima volta, dopo anni, sono riusciti a calpestare la nuova pavimentazione che circonda il teatro, grazie alla rimozione della recinzione del cantiere, decisa ieri su richiesta del sindaco Emiliano. Un altro segnale forte. A sottolineare labbattimento di unaltra barriera. Così come, sempre ieri sera, dalle 20 alle 23, è stato acceso per la prima volta, in via sperimentale, limpianto di pubblica illuminazione esterno al Petruzzelli. Un ennesimo segno. Avveniva tutto questo mentre la città si metteva in coda per trovare posto, nella platea demergenza allestita dalla Fondazione lirico sinfonica nello spazio 7 della Fiera del Levante trasformato in palcoscenico per il debutto della Turandot di Puccini, proposta in versione semiscenica. Anche qui, dulcis in fundo, lultima burla, ordita dalla malasorte tuttavia. A causa di un malessere, infatti, il soprano Paoletta Marrocu ha dato forfait per la prima (canterà domani e martedì). Ma tempestiva e indolore è stata la soluzione dello staff del sovrintendente Giandomenico Vaccari, che ha rimediato chiamando a cantare Giovanna Casolla, soprano che proprio nel ruolo di Turandot ha raccolto negli ultimi anni i successi più significativi. Fuori dallo spazio 7, invece, Tonino Fuiano e Biagio Malorgio, segretario confederale della Cgil Puglia, insieme con un gruppo di lavoratori della Fondazione, accoglievano il pubblico distribuendo un volantino che suonava come una lettera aperta, provocatoriamente intitolata non per caso «Signore e signori, benvenuti al teatro Petruzzelli». Fra le righe, un messaggio incisivo: «A nome di un ministro della Repubblica (Sandro Bondi, ndr) abituato a usare pesi e misure diverse a seconda della convenienza, ci permettiamo di chiedere scusa al maestro Roberto De Simone». Un artista che, comè noto, in queste ultime settimane ha saputo fare di necessità virtù testimoniando una lezione magistrale di umiltà e di attaccamento al proprio lavoro senza abbandonare la Turandot a una sorte incerta. In platea, fra gli altri, cerano il vicepresidente della Provincia, Onofrio Sisto, il sindaco Michele Emiliano e, dulcis in fundo, il suo prossimo avversario, alle amministrative di giugno, Simeone Di Cagno Abbrescia. E cera pure Dario Ginefra, deputato del Pd, che, proprio ieri pomeriggio, ha rivolto lennesimo appello a Sandro Bondi: «La finisca, una volta per tutte, di comportarsi da segretario in pectore del Pdl e faccia il ministro dei Beni culturali. Al ministro Bondi dieci giorni fa in commissione Cultura alla Camera ho rivolto due quesiti: quando intenda consegnare il teatro alla Fondazione e rendere pubblico e quale sia il parere dellavvocatura generale dello Stato in merito alla convenzione sottoscritta nel 2002. Attendo ancora la sua risposta». Da Roma, invece, nientaltro che silenzio anche dinanzi alle ultime sollecitazioni di Emilia De Biasi e Giovanna Melandri del Pd che, senza mezzi termini, hanno denunciato una presunta matrice politica nella mancata riapertura del teatro. Nessuna polemica, infine, allo spazio 7. Perché, nonostante tutto, a vincere ieri è stata la musica. Quella della Turandot ascoltata dai 650 spettatori che gremivano la platea del padiglione fieristico o dalle decine di passanti che, stupefatti, si fermavano ad ammirare il Petruzzelli vestito di luce e avvolto dalla voce di Pavarotti.