Assessore Marco Corsini, che succede adesso? «Che proporremo appello al Consiglio di Stato chiedendo la sospensiva della sentenza perché non possiamo lasciare la città in una situazione di grave incertezza sul piano delle regole urbanistiche». Cosa produce, in concreto, il pronunciamento del Tar? «Un anno di permessi a costruire rilasciati, un anno di trasformazioni urbanistiche avviate, lintera politica di housing elaborata in ossequio al nuovo Prg ora rischiano di cadere perché incoerenti con il vecchio piano del 62, che la sentenza del Tar fa risorgere. Un danno enorme per Roma». Appello a parte, sotto il profilo amministrativo come vi regolerete? Andrete avanti con la pianificazione messa a punto dalla giunta Veltroni o la cambierete? «Avendo il Tar detto che è mancata la delibera di consiglio dopo la conferenza di copianificazione, non resta che tornare in consiglio per colmare questa lacuna». Non mi ha risposto: cambierete o no il Prg? «Come ha ben spiegato il sindaco Alemanno, la città non può restare senza regole. Il fatto che il più importante atto di governo del territorio cada per un vizio del procedimento è un fatto di gravità inaudita. È interesse di tutti che venga ripristinato nel più breve tempo possibile. Sono convinto che alla fine prevarrà il senso di responsabilità collettivo». Per modificare il piano, però, bisognerebbe ricominciare tutto il procedimento daccapo, col rischio che passino anni. Non crede che il centrodestra dovrà alla fine adottare il Prg del centrosinistra? «È una decisione che spetta al consiglio comunale, in piena autonomia e sovranità».