Si riapre la partita sul piano regolatore generale. Ieri la seconda sezione del Tar ha accolto in parte il ricorso presentato dalla società Boadicea e annullato lultima parte delliter seguito dal Comune di Roma e dalla Regione Lazio per il varo del nuovo Prg, che dovrà perciò essere ripetuta. Un vizio formale che, pur non mettendo in discussione i contenuti della manovra urbanistica licenziata dallamministrazione Veltroni il 12 febbraio 2008, nella realtà la travolge. Come se non fosse mai esistita. Secondo il relatore, Giampiero Lo Presti, nel processo di formazione e ratifica del documento sarebbe «mancato il segmento procedimentale relativo allapprovazione da parte del consiglio comunale delle modifiche apportate dalla Conferenza di copianificazione rispetto al piano adottato». La sentenza sostiene, in sostanza, che non doveva essere la Conferenza di co-pianificazione (in quanto organo tecnico, dunque meramente istruttorio e non deliberativo) a riadattare il Prg in base alle osservazioni dei privati e alle controdeduzioni presentate, bensì lassemblea capitolina. Che, però, sul punto non si è mai espressa. Un "salto" che farebbe decadere tutti i provvedimenti successivi, compreso laccordo sindaco-governatore e la ratifica finale da parte dellaula Giulio Cesare. Risultato? Roma resta senza il suo principale strumento urbanistico. Una situazione allarmante. Tantè che «il Comune di Roma presenterà ricorso al Consiglio di Stato chiedendo una sospensiva per evitare qualsiasi vuoto normativo e operativo nella crescita della città», ha subito annunciato il sindaco Alemanno, che pure aveva sempre criticato il Prg veltroniano. «Il nostro obbiettivo» ha aggiunto per frenare le fughe in avanti di molti colleghi di partito, «è sanare le irregolarità nella procedura di applicazione del Prg evitando nel frattempo qualsiasi blocco nellattività urbanistica ed edilizia». Un sostanziale altolà allaccelerazione impressa dai deputati pdl, ex An, Fabio Rampelli e Marco Marsilio: «Veltroni ha fatto un disastro, adesso la giunta Alemanno ha una grande opportunità» hanno subito dichiarato: «Quella di ridiscutere un Prg sbagliato e inadeguato per lo sviluppo di Roma, correggendo da subito gli errori e le mancanze che lo caratterizzavano». In aperto contrasto con la cautela espressa invece da Forza Italia («Non torniamo indietro al Piano del 1962» ha suggerito il sottosegretario Francesco Giro, «correggiamo gli errori e andiamo avanti») ma anche con le «preoccupazioni» dei costruttori. «Occorre superare, nel più breve tempo possibile, unimpasse che crea grave incertezza per lintera economia romana», ha esortato il presidente dellAcer Eugenio Batelli. Mentre, sul fronte opposto, gli ambientalisti paventano che la sentenza del Tar apra la strada a un nuovo "sacco" di Roma. «Attendiamoci linserimento di aree agricole nel prossimo Prg», attacca lex deputato verde Angelo Bonelli.