Il Tar ha annullato il piano regolatore approvato poco più di un anno fa, il 12 febbraio del 2008. E ha accolto il ricorso della società Boadicea, che contestava il vincolo di inedificabilità apposto in un'area in via Fontanile Arenato. I giudici del tribunale amministrativo hanno ritenuto che è mancato un «segmento» nelle procedure di approvazione del piano prima del passaggio definitivo in aula Giulio Cesare. Il Campidoglio ricorrerà al Consiglio di Stato: il sindaco e l'assessore all'Urbanistica Marco Corsini esprimono la loro preoccupazione. Chi è l'avvocato Giuseppe Lavitola, difensore di Boadicea. Il tribunale amministrativo del Lazio ha accolto il ricorso della «Boadicea» che contestava un vincolo di inedificabilità in via Fontanile Arenato. Ma la sentenza riguarda le procedure di approvazione di tutto il documento urbanistico Il Tar ha annullato il Piano regolatore. E ha accolto il ricorso della società «Boadicea Property Services», che si era rivolta al tribunale amministrativo del Lazio per contestare il vincolo di inedificabilità apposto su un'area in via Fontanile Arenato. Un ricorso che non si era, però, incentrato sul tema specifico, ma aveva messo sotto accusa le procedure di approvazione del documento urbanistico della capitale. In particolare i giudici della II sezione, presieduta da Luigi Tosti, hanno ritenuto che è mancato un «segmento » nell'approvazione: per usare le parole della sentenza «tutte le modifiche introdotte con lo schema di accordo di pianificazione (fra Comune e Regione) avrebbero implicato la necessità di una nuova pronuncia del consiglio comunale, prima della sottoscrizione dell'accordo e della sua ratifica». Ovvero il documento urbanistico avrebbe dovuto transitare prima di essere approvato dal sindaco e dal presidente della Regione, per poi concludere il suo iter in aula Giulio Cesare cui spetta la promulgazione ancora una volta in consiglio comunale. Ma il Campidoglio, anche se l'attuale maggioranza al momento dell'approvazione il 12 febbraio del 2008 ha duramente contestato la «fretta», ricorrerà al Consiglio di Stato. «La sentenza del Tar - ha detto Gianni Alemanno - rappresenta un grave colpo all'operato della precedente giunta in campo urbanistico. Ciò nondimeno - aggiunge il sindaco - bisogna evitare qualsiasi vuoto normativo e operativo nella crescita della città: il Campidoglio presenterà ricorso chiedendo una sospensiva della sentenza del Tar. Il nostro obiettivo è sanare le irregolarità, evitando qualsiasi blocco nell'attività edilizia della città». «È un fatto gravissimo e sono molto preoccupato - afferma l'assessore all'Urbanistica Marco Corsini -. Sarebbe stato meglio un passaggio in più in consiglio comunale, che avrebbe blindato il piano, piuttosto che correre il rischio di forzature che poi si sono rivelate dannose. Nondimeno è nostro dovere agire con responsabilità per evitare il grave danno prodotto dal vuoto di regole urbanistiche». E anche Marco Corsini ricorda che il Campidoglio farà appello «affinché sia il Consiglio di Stato a pronunciarsi su una sentenza così delicata». Quanto tempo ci vorrà? L'assessore all'Urbanistica è fiducioso: «Pochissimo, contiamo entro un mese, anche meno, di avere la pronuncia sulla sospensiva». Ma «è un anno che facciamo attività urbanistica ed edilizia coerente con il piano attuale - aggiunge Corsini - e tutto quello che è stato fatto adesso è privo di copertura». L'attuale maggioranza si sente in dovere di affermare che «l'approvazione del Prg dall'allora giunta di Walter Veltroni era illegittima e l'avevamo denunciato prima e dopo la ratifica che l'ex sindaco impose contro ogni regola», dichiarano Fabio Rampelli e Marco Marsilio, deputati del Pdl. Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali ritiene giusto «ricorrere, per poi correggere quello che c'è da correggere». Ma il capogruppo del Pd Umberto Marroni ritiene la «sentenza molto preoccupante per le garanzie sul sistema regole nella città». Il presidente dell'Acer Eugenio Batelli auspica «che si trovi in tempi rapidi una soluzione e che, il prima possibile, si superi questa impasse che determina una situazione di grave incertezza per l'intera economia romana». Angelo Bonelli dei Verdi teme invece «l'inserimento di aree agricole».
ROMA - Tar, i giudici bocciano Il Piano Regolatore
Il Tar ha annullato il piano regolatore approvato nel 2008 e ha accolto il ricorso della società Boadicea, che contestava il vincolo di inedificabilità in via Fontanile Arenato. I giudici hanno ritenuto che mancava un segmento nelle procedure di approvazione del piano. Il Campidoglio ricorrerà al Consiglio di Stato. Il sindaco Gianni Alemanno ha espresso preoccupazione e ha detto che il piano era stato approvato con fretta. L'assessore all'Urbanistica Marco Corsini ha detto che sarebbe stato meglio un passaggio in più in consiglio comunale per blindare il piano. Il Campidoglio farà appello al Consiglio di Stato per una sospensiva della sentenza.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo