CASERTA «È avvilente considerarlo e davvero inspiegabile come si possa dimenticare, in una città e in una conurbazione come quella casertana, particolarmente inquinata e con temperature estive soffocanti, la funzione insostituibile delle poche alberature residue, con la loro funzione mitigatrice delle emissioni di anidride carbonica. Insomma, mentre a Londra si pianta in pochi anni un milione di nuovi alberi e a Roma Luca Zingaretti è testimonial della campagna per far respirare i cittadini della capitale salvando gli alberi, a Caserta si tagliano quei pochi che restano». È lo sfogo di Maria Carmela Caiola, presidente di Italia Nostra, che lancia l'allarme sulla costante deforestazione, spontanea per incuria o voluta per incoscienza, che va caratterizzando Caserta e la sua immediata periferia. «Siamo sempre più spesso sollecitati a intervenire dice la presidente per abbattimenti indiscriminati di alberi. Si tratta in molti casi di esemplari pregiati o addirittura di aree tutelate da vincoli paesaggistici». Ma di tutto questo non è che si facciano scrupoli i privati e non è che da parte delle pubbliche amministrazioni si dimostri sollecitudine a prevenire. Tra gli ultimi episodi, racconta Maria Carmela Caiola, il taglio indiscriminato di numerosi alberi di alto fusto in area limitrofa al Parco Reale, a Casagiove che vi è a ridosso, al Parcho Habitat del centro urbano dove è minacciato un pino storico. «Sono varie le motivazioni spiega la presidente . Spesso si giustificano gli intervento per pubblica incolumità e per pericoli di caduta senza le necessarie perizie. Noi di Italia Nostra chiediamo alle amministrazioni comunali di provvedere con urgenza a regolamentare la materia, monitorando le alberature sul suolo pubblico ma anche imponendo ai privati l'obbligo degli asseriti stati di pericolo. È anche opportuno ricordare che una sentenza della Cassazione ha chiarito che gli alberi sono un bene pubblico anche se si trovano su suolo privato e la loro perdita causa danni irreversibili per tutti e non soltanto per i condomini». L'allarme deforestazioni indubbiamente c'è. Anche a Caserta imperversa l'insetto che ha reso calve decine di palme e i fusti del tutto calvi sono malinconica visione. Lo stesso Parco Reale, nonostante interventi di manutenzione, va sempre più esponendo macchie deforestate, soprattutto nelle zone più esposte allo smog della confinante area urbana. Pare che nel bilancio di previsione del 2009 non sia stato possibile inserire interventi di manutenzione del verde a causa di restrizioni imposte dal ministero dei Beni Culturali, che è poi l'ente che dalla borsa della Reggia, monumento che registra aumento di visitatori, sottrae finanze che non le vengono restituite. Per fortuna qualcosa lo si è potuto fare nel recente passato e la Soprintendenza va a documentarlo a Ferrara in una mostra che si inaugura il 25 marzo prossimo. Si tratta del restauro del bosco vecchio, cioè il preesistente seicentesco giardino collocato ai limiti occidentali del Parco, in stretta relazione con gli antichi quartieri militari borbonici. Che è poi l'area confinante con le aree esterne soggette alla denunciata deforestazione.