NAPOLI Dopo il sequestro di documenti sull'affidamento dei punti di ristoro e degli altri servizi all'interno degli Scavi, effettuato dalla Guardia di Finanza su delega della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, a Pompei si avverte la preoccupazione per le eventuali conseguenze sulla qualità dell'accoglienza nel sito archeologico, che si avvia ad affrontare l'avvio della stagione turistica senza nemmeno un punto di ristoro aperto. Se ne fa interprete il primo cittadino Claudio D'Alessio. Che, detto per inciso, per ragioni di opportunità politica, tempo fa ha rinunciato al patrocinio in qualità di avvocato degli interessi del precedente gestore del ristorante principale degli Scavi, Vittorio Italiano, che non ha mai accettato di dover lasciare. «Non mi risulta afferma il primo cittadino che oltre alle carte siano state sequestrate anche le strutture. Ma, certamente, se dalle indagini dovessero emergere delle irregolarità nell'affidamento, potrebbe effettivamente attualizzarsi il rischio di ulteriori ritardi nell'apertura dei punti di ristoro. E questo comporterebbe innegabili disagi ai visitatori degli Scavi». Proprio per questo motivo D'Alessio si augura che «la magistratura faccia al più presto chiarezza sugli appalti degli Scavi» e «che i turisti possano essere accolti nel migliore dei modi all'interno dell'area archeologica che negli ultimi tempi è stata investita dalle polemiche». In realtà, dalla procura di Torre Annunziata viene confermata l'apertura dell'inchiesta, ma anche che al momento non sono state emesse informazioni di garanzia. L'indagine riguarda appunto tutti gli affidamenti effettuati dall'ex commissario di Governo, il prefetto Renato Profili. In particolare la gestione del ristorante principale Casa Bacco, quello precedentemente gestito da Italiano, è stata affidata alla società Autogrill spa che si è impegnata a garantire a pagare un canone di 35mila euro al mese. Dei quattro chioschi, due sono stati affidati alla Flavius che gestirà il bookshop, gli altri, rispettivamente, a un oreficeria e a un'azienda specializzata nella commercializzazione del corallo. Tutti questi affidamenti sono avvenuti tramite una gara. Gli altri, invece, sono stati effettuati direttamente dal commissario alla vigilia delle sua partenza da Pompei. Si tratta delle pratiche relativa al secondo punto ristoro nella Casina delle Aquile, affidata in cambio di 15mila euro mensili a una società di Mazara del Vallo, alla caffetteria di Porta Anfiteatro e di un altro immobile a due imprenditori pompeiani. L'inchiesta della magistratura investe la Città antica proprio in sostanziale coincidenza con l'arrivo del nuovo commissario di Governo. La scelta del successore di Profili è caduta su Marcello Fiori, dirigente della Protezione civile e collaboratore di primo piano del sottosegretario Guido Bertolaso. Tra i primi impegni del nuovo commissario c'era proprio l'attuazione del piano di affidamento dei servizi varato dal suo predecessore. Ora si potrebbe assistere, per causa di forza maggiore, a un improvviso cambio di programma.