La Sovrintendenza non risponde mai al telefono, ma legge il giornale. La riprova è la lettera inviata dalla dottoressa Isabella Lapi, che la guida per Lucca e Massa Carrara, ai proprietari di villa Borbone, al sindaco Lunardini e alla direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Toscana. Lapi comunica che è ufficialmente aperto il procedimento per far ricadere il muro di via dei Lecci tra i «beni di particolare importanza ai sensi dell'articolo 10, comma 3, lettera 'a' del decreto legislativo del 22 gennaio 2004, numero 42». La lettera inviata dalla Sovrintendenza riporta i dati del muro, così da chiarire che proprio di quello cadente e pericoloso si tratta, definito come «la recinzione lato monti con il cancello monumentale d'ingresso della villa Borbone, con il palazzo, la limonaia, il giardino, la chiesa mausoleo degli ultimi duchi di Lucca e Parma, già vincolata ai sensi della legge 1089 del 1 giugno 1939 con decreto 10 settembre 1985, compresa la recinzione lato mare con l'ingresso dal viale dei Tigli». La Sovrintendenza, insomma, non ha sbagliato muro. Come sottolienato dai proprietari della villa che hanno ribadito come il muro di via dei Lecci non sia quello che cinge mausoleo, chiesa e così via. E neppure - sottolineano oggi - «quello con il cancello d'ingresso alla villa» visto che da via dei Lecci si entrava «nella Tenuta». Il procedimento avviato - scrive la Sovrintendenza - «si concluderà entro 210 giorni dalla data di avvio del medesimo». Una volta positivamente terminato il muro di via dei Lecci sarà più intoccabile delle Piramide egizie o del Colosseo. E solo il Comune, a questo punto, può condurre - in meno di un anno - la battaglia per fermare questa assurdità. D.F.