Lautore del "Pirata Long John Silver", in giuria dal 2004: "Abbiamo sempre lavorato con professionalità" Sarebbe grave se lerrore di un uomo ledesse la legittimità dei premi assegnati È stata una rassegna onesta e indipendente dagli editori Conobbi Giuliano Soria in occasione di un dibattito sui romanzi davventura al Salone del libro di Torino. Non serbo un ricordo molto preciso né del dibattito né di Soria e fu dunque con mia grande sorpresa che due anni dopo ricevetti da lui la proposta di entrare a far parte della giuria. Declinai gentilmente la sua offerta. Soria non si dette per vinto: per ragioni che ignoro, desiderava veramente che accettassi di fare il giurato. Allinizio del 2004 mi telefonò per comunicarmi che avevo appena vinto la prima edizione del Premio Francesco Biamonti Grinzane, consistente in unonorificenza e in cinquemila euro. Poco dopo essersi congratulato, Soria mi telefonò una seconda volta per riparlarmi della giuria. Ricordo di essermi sentito in trappola, non necessariamente costretto a collaborare per il premio che mi era stato appena assegnato, ma nondimeno in una situazione in cui occorreva quanto meno prendere in considerazione la proposta di Soria. Prima di accettare, presi informazioni. Appresi che il Premio Grinzane era uno dei più prestigiosi in Italia, che si distingueva dagli altri per i giovani lettori che coinvolge e, da quanto pareva, si trattava di un premio onesto, a differenza di tanti altri, nel senso che la giuria ? composta da accademici ed eminenti scrittori italiani e stranieri ? prendeva le sue decisioni in totale indipendenza, in particolare in rapporto alle grandi case editrici. Malgrado il mio scetticismo, sono dunque entrato a far parte della giuria nellautunno del 2004, senza conoscere lentità del peso letterario e culturale del Grinzane al di là del premio. Il primo choc lo ebbi quando mi arrivarono a casa tre grandi scatoloni pieni di romanzi di ogni tipo. Erano più o meno duecento. Come riuscire a leggerli tutti nellarco di pochi mesi? Era unimpresa impossibile. Mi concentrai così sulla letteratura straniera, arrivando a leggere una trentina di opere dallinizio alla fine e unaltra trentina in modo incompleto, riflettendo sul fatto che, dopo tutto, scopo del mio incarico non doveva essere scegliere i sei romanzi migliori in assoluto, ma quei sei romanzi che senza il minimo dubbio meritavano di essere insigniti del premio. Oltre a leggere i libri, era previsto che ogni giurato partecipasse alle deliberazioni nel mese di gennaio e alla cerimonia di premiazione nel mese di giugno. Era inoltre dato per scontato che non potessimo sottrarci ai nostri doveri, consistenti nel prendere parte ai pranzi e ai banchetti ? squisiti e abbondanti ? ai quali era invitato un numero impressionante di giornalisti, scrittori, editori, politici e sponsor. Complessivamente, il "lavoro" di giurato mi ha occupato in media un intero mese lanno, per il quale ricevevo un "gettone di presenza" dellordine di 1.600 euro, che dovevo naturalmente accludere alla dichiarazione dei redditi. Oltre a ciò il Grinzane mi rimborsava le spese di viaggio (in classe economica) e quelle di alloggio in un bellalbergo di Torino. Oggi che si sente tanto parlare dellirresponsabile prodigalità di Soria, non si può certo dire che questa si estendesse anche ai giurati, quanto meno non a me personalmente. Per quanto riguarda loperato della giuria, ho la netta sensazione che questa abbia sempre lavorato con integrità e professionalità sulla base e sui criteri della pura qualità letteraria. Per tutti valga il seguente esempio: una volta una giurata ci comunicò che un editore laveva chiamata per esercitare pressioni su di lei affinché votasse per un suo libro e di comune accordo escludemmo immediatamente dalla selezione il romanzo in questione. Oggi che tutti i commentatori paiono prendere gusto al tracollo ? shakespeariano nella sua tragica traiettoria ? di un uomo che tra altri errori ha commesso anche quello di attribuirsi troppo potere e ricevere troppi finanziamenti, mi sembra nondimeno importante difendere lonore e lintegrità di coloro che per anni hanno fatto parte della giuria Grinzane, senza sapere assolutamente nulla dei retroscena dellintera macchina e delle finanze del Grinzane, e ancor più lonore di tutti gli scrittori che in passato hanno ricevuto tale premio. Sarebbe davvero gravissimo se gli errori e la megalomania di un unico uomo pregiudicassero e ledessero la legittimità e la credibilità dei premi già assegnati. Ancor più mi rattrista il fatto che i vincitori di questanno di sicuro non riceveranno i premi già assegnati. Nella mia qualità di membro della giuria per la letteratura straniera ? insieme a Luis Sepulveda, Peter Schneider, Ben Okri e Bernardo Atxaga, e altri ancora ? mi è assolutamente impossibile pronunciarmi sullintera faccenda e sulleventuale colpevolezza di Soria. In quanto a questultimo, occorre che la giustizia faccia il suo corso e si arrivi a un verdetto. Mi permetterei, in ogni caso, di rammentare a questo proposito un principio della giustizia umana, quello della presunzione di innocenza. Se Soria è colpevole delle varie irregolarità che gli si imputano ? al di là di ogni ragionevole dubbio, appurate in debita forma dalla giustizia ? è evidente che dovrà pagare per ciò che ha fatto. Tuttavia, spetta a coloro che laccusano di dimostrare che egli è colpevole, non il contrario. La maggior parte dei giurati italiani del Grinzane hanno presentato le loro dimissioni. Se ho capito bene, alcuni se ne sono stupiti. Sappiano dunque che noi giurati sin dallinizio di questa querelle non abbiamo ricevuto notizia da chicchessia su ciò che stava accadendo, né dal Grinzane, né dalle autorità che da anni appoggiano il premio, né infine da coloro che hanno il compito di cercare di definire il vero e il falso in mezzo a tutte le voci che corrono. Mi sembra però che siano in ogni caso venuti completamente a mancare un minimo di rettitudine e di rispetto, sia per i giurati, sia per gli scrittori. In questa situazione così ingarbugliata ci sarà qualcuno che ci guadagna? A giudicare dalla storia della letteratura ? che è piena di querelle, di complotti vari e di scandali ? non saranno certo i promotori dellevento culturale a guadagnarci. È invece molto più verosimile e probabile che sarà proprio la letteratura a trarre vantaggio da questa débacle che ancora una volta ? se mai ce nera bisogno ? dimostra che ad avere importanza sono soltanto le opere che passano indenni attraverso le vicissitudini del momento, con una luce abbagliante e un senso di urgenza, e che mostrano ai lettori che la realtà può essere diversa e meno desolante di quanto già non sia troppo spesso. Come sintetizzava lo scrittore norvegese Jens Bjornebo in un suo appello agli scrittori: «Scrivi in modo tale che ogni tua parola possa essere ritorta contro di te!». Traduzione di Anna Bissanti Björn Larsson