Volantini, firme, gruppi on line: "Salviamo quegli alberi monumentali" Dai volantini alla raccolta delle firme ai gruppi su Facebook, la protesta contro gli scavi dellAcea a Villa Borghese dilaga, con migliaia di adesioni già in pochi giorni. Elettronico o cartaceo, vecchio stile o high-tech, il messaggio è uno: "Salviamo la Valle degli Antichi Platani", il santuario dei 10 Magnifici giganti piantati agli inizi del Seicento dal giardiniere del Cardinale Scipione Borghese, ultimo lembo sopravvissuto dellantica campagna romana. Quegli alberi, veri e propri monumenti viventi, tutelati da leggi di Stato e convenzioni internazionali (comprese Unesco e Ue), sono messi a rischio dai bulldozer dellAcea. Secondo il progetto approvato dalle soprintendenze, le ruspe hanno lautorizzazione di scavare trincee profonde almeno due metri per posare i tubi dellacquedotto appena tre metri dai tronchi monumentali. «Ma sono matti?» scrive una giovane "facebooker", così si rischia di tranciare le radici di esemplari pluricentenari. Né serve lesperienza di Peter Raven, botanico "Eroe del pianeta" secondo Time, per ammonire che un Platanus Orientalis in 400 anni detà sviluppa radici poderose e molto estese. I tassisti trasportano volantini nei vari quartieri, gli appelli compaiono nei giornalai, nei bar e in librerie. «Salviamo la meravigliosa Villa Borghese", sinserisce su Facebook un pittore dellAbruzzo, e recluta 175 membri in 12 ore. E un avvocato: «Non posso crederci». E il Comune? Assente, incluso lassessore allAmbiente Fabio De Lillo, che promise agli ambientalisti la convocazione di un "tavolo tecnico" mai effettuato. E gli scavi vanno avanti. Lungo il Viale dei Cavalli Marini, alle spalle di Piazza di Siena (che giace in rovina, in attesa delle strutture sempre più giganteggianti del prossimo Concorso Ippico) proprio lì le trincee avanzano, sbancando per ora lasfalto. Però fra due mesi, secondo gli stessi progettisti, le ruspe saffacceranno sulla Valle degli Antichi Platini e nel Bosco oscuro. Quel giorno in tanti si schiereranno a muro davanti ai bulldozer, ma forse sarà troppo tardi. E dagli Amici di Villa Borghese e dai gruppi online, un interrogativo: non fu Alemanno, da ministro, a firmare la normativa per la tutela degli alberi monumentali? Il testo elevava a reato penale ogni danno a quegli alberi. E, scriveva Alemanno, nella prefazione ai Grandi Alberi dItalia, il censimento del Corpo forestale: «Di alberi monumentali ne sono rimasti pochi, e la colpa è anche nostra, eppure quelli che rimangono sono la testimonianza di un rispetto e di un affetto antichi, che per centinaia di anni hanno mosso piccole e grandi comunità in loro difesa». Ben detto.