Da Tettamanzi alla Pomodoro Al via le Notti bianche della cultura Gli scritti di Papa Montini, la Costituzione, il Codice Atlantico. In campo anche Alberoni, Majorino e il Piccolo In tribunale la Costituzione, in Duomo gli scritti di Giovanni Battista Montini. Tre giorni dedicati alla lettura, con tanto di notte bianca delle biblioteche (venerdì), incontri con gli autori, happening, feste. Si comincia dopodomani con la «notte bianca» delle biblioteche rionali e si finisce domenica sera al Piccolo Teatro parlando con artisti e scrittori di teatro e di pièce che ti cambiano la vita. In mezzo, una quarantina di eventi con due momenti clou, vista sacralità dei luoghi e letture scelte. A introdurre la serata dedicata alla lettura degli scritti milanesi dell'allora cardinale Montini ci sarà l'arcivescovo Dionigi Tettamanzi. Dal mistero della fede alla giustizia degli uomini. Poche ore, e la scena si sposta domenica mattina alle dieci e mezza in un altro luogo simbolo della città: il Tribunale. Con la presidente Livia Pomodoro alle prese con «la più affascinate delle letture», la Costituzione. Biblioteche aperte, si diceva. Quelle rionali fino alle ventidue per incontri con gli autori e feste per i lettori. Nel menù almeno due chicche: il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci in versione touch screen all'Ambrosiana, e la possibilità di accedere al patrimonio bibliografico militare della Teuliè. Si leggerà anche sui mezzi pubblici con la metrotranvia, da e per Cinisello Balsamo, trasformata per tutta la domenica in «vettura futurista » con le letture marinettiane dei ragazzi della Paolo Grassi. Una quarantina di eventi, si diceva, e «cinquanta autori coinvolti», assicura l'assessore alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory. Altri appuntamenti sparsi: domenica mattina nella sala Buzzati del Corriere Francesco Alberoni ripercorre il successo del suo Innamoramento e amore con Paolo Occhipinti; sempre domenica, ma al pomeriggio, alla Palazzina Liberty parola invece alla poesia con Giancarlo Majorino (titolo dell'incontro: «La poesia è la primavera del linguaggio). Chiusura col botto. Con l'omaggio a Indro Montanelli di Isabella Bossi Fedrigotti, Pietro Cheli e Andrea Kerbaker tra i tavoli del Bagutta, il ristorante dove ogni anno si assegna il premio letterario più antico d'Italia. «L'avevo promesso e ora il programma è qua, nero su bianco», esulta Finazzer. «Chi dice che a Milano non si fa cultura lo sfido a duello», minaccia poi l'assessore che in gioventù, racconta lui, è stato anche ottimo schermidore. Si fa avanti Pierfrancesco Majorino, capogruppo Pd. La tre giorni della lettura? «Va bene ma è poco, troppo poco». Ci vuole, dice, un vero festival del libro. «C'è a Mantova e Torino non si capisce perché non lo si possa avere a Milano che è la capitale riconosciuta dell'editoria». All'obiettivo giura Majorino che ieri ha tenuto un incontro sul tema lavorerà dai prossimi giorni uno specifico comitato promotore.