Campidoglio all'offensiva sul turismo ma Carandini (neopresidente Beni culturali) boccia il parco a tema Cinque i settori: fieristico, golfistico, portuale-crocieristico, dei parchi a tema e dei parchi verdi Russell Crowe e Filippo Tommaso Marinetti, «Il Gladiatore» e il Futurismo, la Roma antica e quella della «nuova frontiera » che guarda al futuro. Per una mattina, nell'Aula Magna della Luiss, il sindaco Gianni Alemanno e il suo vice Mauro Cutrufo (con delega al turismo) aprono il loro cassetto dei sogni: alcuni - dicono - realizzabili a breve termine; altri che, per il momento, sono un'idea contrassegnata da un puntino sulla cartina. È il caso del parco a tema, che ha già fatto storcere la bocca a Andrea Carandini, appena nominato presidente del Consiglio dei Beni Culturali: «Condivido l'idea di Mario Resca (manager della direzione generale per la valorizzazione, presente all'incontro di ieri mattina, ndr): prima di fare il parco a tema, è necessario sistemare il parco archeologico del centro. Ma vi pare che andiamo a spiegare Roma fuori da Roma?». Una presa di posizione netta, che si abbatte pesantemente su quello che dovrebbe essere il fiore all'occhiello del cosiddetto «secondo polo turistico» di Roma. In tutto si tratta di un comparto di 23 progetti, con cinque sottosistemi: golfistico, fieristico-congressuale, i parchi a tema, i parchi verde e il portuale-crocieristico. Un'area di 27 mila ettari, che si estende dall'Eur a Ostia, da Fiumicino all'Appia Antica, con «7 miliardi di investimenti privati», annuncia Cutrufo. Quando interviene Alemanno, poco dopo che Luigi Abete aveva annunciato «il parco a tema di Cinecittà studios a Castel Romano», iniziano le citazioni: «Quando parlammo del parco tematico ci furono battute, ironia, le foto dei centurioni finti davanti al Colosseo per illustrarlo... Ma tutti ricordano il film Il Gladiatore, che ha creato grandi suggestioni verso quell'idea di Roma e ha prodotti degli ottimi flussi turistici». Già, ma il primo polo di cui parla Carandini? «Non va trascurato. Il centro di Roma ha una specificità, che l'Eur ad esempio ha perso. È un patrimonio che va tutelato: al Colosseo ci sono ancora i tubi di acciaio, ai Fori un disabile non riesce ad entrare... Per questo, adesso, c'è il commissario Bertolaso». Per il parco a tema, invece, si pensa ad una collocazione molt o periferica: «Sarà a nord-ovest - spiega Cutrufo dove ci sono 5 mila ettari di terreno pubblico, di proprietà delle Asl: è una vasta area che va dall'Aurelia alla Roma-Civitavecchia. Lì troveremo i 250 ettari che servono per il parco tematico ». E Marinetti? Alemanno lo tira in ballo quando parla del progetto Formula Uno: «Roma sarebbe il luogo simbolo di un evento che rappresenta il massimo della tecnologia e che ricalca le idee del Futurismo: la velocità intesa come ideale di bellezza». Il rischio, però, è che molti dei progetti accennati ieri mattina restino solo una bella slide da mostrare in pubblico. Anche Alemanno se ne accorge: «Dobbiamo fare in modo che questo non sia il polo turistico per i nostri pronipoti... La vera sfida è quella dell'attuazione». E non è detto che i 23 progetti vengano tutti realizzati dal centrodestra: «Rutelli - ricorda Cutrufo - ha tagliato nastri di opere avviate da Carraro o da Signorello, Veltroni quelle di Rutelli... Chi verrà dopo di noi, magari, finirà questo lavoro. Se avviassimo 9 progetti durante la nostra consiliatura, andrebbe già bene». Alcune opere, giurano gli amministratori, potrebbero essere pronte a breve: «Il parco dell'Appia Antica, quello Archeologico di Ostia, la possibile apertura del parco di Castel Porziano, l'Acquario sotto al laghetto dell'Eur. Chiaro che per il Waterfront a Ostia e il parco a tema ci vorrà molto di più. Nei 23 progetti, pensiamo a consegne da 12 mesi a 8 anni», dice Cutrufo. Che altro? «L'altra mattina - aggiunge Alemanno - ho passato una mattinata nell'ufficio di Fuksas per parlare della Nuvola». Ernesto Menicucci