Il presidente della Provincia, Vincenzo Divella, scrive al ministro per i Beni culturali Bondi Il presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella, scrive al ministro per i Beni culturali Sandro Bondi per sbloccare l'iter per la ristrutturazione del museo archeologico di Bari. Divella punta il dito contro il direttore dell'ufficio regionale per i Beni architettonici Ruggiero Martines e i comitati tecnico scientifici che «hanno espresso - scrive - parere contrario al progetto preliminare affidato alla Panstudio (vincitrice di un concorso europeo) senza coinvolgere l'ente Provincia». Il presidente lancia un ultimatum. «La lettera l'ho inviata l'11 marzo - continua Divella - e non ho ancora ricevuto risposta da Bondi. Se la situazione resterà invariata per altri dieci giorni, allora mi comporterò di conseguenza. Non è proprio concepibile che l'ente Provincia, che è il soggetto proprietario del museo e direttamente coinvolto in questo progetto, non venga per niente tenuto in considerazione ». Il timore di Divella è che la questione del museo si trasformi in un secondo Petruzzelli. «Se non si esce da situazioni oscure e ambigue - continua - sia a livello locale sia ministeriale si rivedrà messo in scena un secondo Petruzzelli, con le conseguenze ancora una volta penalizzanti per un territorio che rivendica le proprie istituzioni culturali». Il presidente Divella teme anche che ci sia un'intenzione politica. «Mi sono accorto che a questo punto - commenta - c'è qualche motivo sotto che porta questi ritardi. Probabilmente la situazione si sbloccherà solo dopo le elezioni». Per la ristrutturazione del museo archeologico di Santa Scolastica, che accoglie circa 30mila reperti, la Provincia ha indetto nel 2007 un bando di concorso europeo. Nel 2008 la giuria ha individuato nel gruppo Panstudio architetti associati di Bologna, composto dagli architetti Cesare Mari, Paolo Capponcelli e Mauro Dalloca, il vincitore. Il progetto, che prevedeva oltre alla ristrutturazione anche la costruzione di un particolare «cannocchiale» di colore rosso, è stato inviato dalla Soprintendenza ai comitati tecnico scientifici. Questi ultimi lo hanno bocciato e hanno chiesto alla Provincia di rivedere proprio l'inserimento del «cannocchiale», ritenuto «dissonante con l'esistente architettura ». La Panstudio ha quindi rimosso la struttura e presentato un nuovo progetto. «A questo punto - continua Divella i comitati scientifici hanno denunciato la carenza di altri aspetti che riguardano le parti culturali e scientifiche. Documenti che comunque non erano stati richiesti nella fase iniziale. Voglio solo capire cosa sta succedendo. Mi devono dire come possiamo fare per sbloccare l'iter - conclude - , se rifare tutto ad esempio, considerando questo ulteriore parere a noi comunque non pervenuto. Ma senza risposte da Bondi, sono pronto anche a seguire vie legali». Per la ristrutturazione è stata prevista una spesa di 12 milioni di euro. Samantha Dell'Edera