Il governo e gli italiani roma Più volte se ne è parlato Del resto lo stesso premier l'aveva annunciato a diverse riprese che qualche aggiustamento nela squadra di governo era alle viste. Soprattutto con l'intento di premiare qualcuno. Domenica a Cernobbio, Berlusconi si è detto certo che nel giro di un mese sarà creato il ministero del Turismo per il quale è destinata Michela Brambilla. Il premier poi coltiva altri nomi e, intanto, un'altra casella potrebbe liberarsi nel gioco innescato dalla nascita del Popolo delle libertà, il partito che uscirà dalla fusione di Forza Italia e Alleanza nazionale. A lasciare la squadra di governo potrebbe essere Sandro Bondi che, ieri a Sky Tg24 pomeriggio non ha negato questa possibilità. «Credo che farò una scelta rispettosa delle istituzioni» ha risposto il ministro dei Beni culturali . «Ho dato - ha aggiunto - la mia disponibilità a Berlusconi e ai partiti che fanno parte del progetto ad assumere una responsabilità politica, ma intendo portare a termine almeno i progetti più importanti che ho avviato. Non posso però svolgere insieme due compiti così importanti». Se Berlusconi nega qualsiasi problema interno, anzi rilancia sondaggi con percentuali alle stelle per il suo governo e la maggioranza, tuttavia altre ricerche mettono in risalto una situazione un po' meno rosea. Secondo un sondaggio Ipr Marketing per Repubblica.it effettuato il 13 e 14 marzo sulla fiducia degli italiani, il presidente del Consiglio perde 3 punti nella fiducia degli italiani, mentre il "nuovo" Pd di Dario Franceschini fa un balzo in avanti di 4 punti, arrivando al 29, sempre in termini di fiducia. Stabile il Pdl (al 48) mentre la Lega Nord arriva al suo massimo storico con il 33. Sul fronte dei ministri, stabile Roberto Maroni in vetta (60), seguito da Angelino Alfano e quindi da Maurizio Sacconi (entrambi in crescita del 2), raggiunto da Umberto Bossi (5). Anche la fiducia nel governo nel suo complesso subisce una flessione, in questo caso del 2, arrivando al 44. Da notare però che la quota di coloro che hanno poca o nessuna fiducia sale di un 3 (un punto viene da coloro che erano senza opinione), arrivando per la prima volta a essere la maggioranza assoluta, il 52. Dall'inizio del 2009 (quindi già nelle rilevazioni di gennaio e febbraio) coloro che hanno «poca o nessuna» fiducia nel governo sono una percentuale maggiore (in entrambe quelle rilevazioni erano il 49) di coloro che ne hanno «molta o abbastanza» (erano il 46).