Il decreto per anticipare alcune misure del provvedimento sull'edilizia subisce un piccolo stop, ma alla fine, probabilmente al Consiglio dei ministri della prossima settimana, dovrebbe vedere la luce. Il rinvio è stato maturato ieri nel corso della colazione di lavoro che il presidente del Consiglio ha avuto al Quirinale con il capo dello Stato al quale ha illustrato gli interventi studiati per la casa. Napolitano avrebbe sollevato alcuni dubbi e fatto alcune osservazioni in merito all'armonizzazione del decreto con il testo unico dell'edilizia e con le competenze delle Regioni. Osservazioni che, nonostante il premier abbia perorato le ragioni del fare presto, il governo ha promesso di approfondire nei prossimi giorni. La lettura che giunge da fonti di governo è che «non si può parlare di nessuno stop perchè il presidente del Consiglio ha sempre parlato di un provvedimento cornice il cui quadro viene disegnato dalle Regioni. Se ci sono punti da chiarire meglio lo si farà e aspettare una settimana in più non è una tragedia». Da ciò che si apprende, la bozza del provvedimento è composta da 6 articoli e ha come principale obiettivo quello di aiutare il settore edilizio a uscire dalla morsa della crisi. Tra le misure di questo "Piano casa", l'ampliamento fino al 20 dei fabbricati residenziali e non, la demolizione degli edifici costruiti prima del 1989 con un premio di cubatura che, se legato al risparmio energetico, può arrivare al 35. Nessun aumento di volume per i fabbricati abusivi o costruiti su aree inedificabili. Arrivano anche sconti fiscali sugli oneri di costruzione: una riduzione del contributo del 20 in caso di ampliamento dell'edificio, che sale al 60 se si tratta della prima casa del richiedente. DEMOLIZIONE: il patrimonio edilizio esistente potrà essere sostituito e rinnovato attraverso la demolizione e ricostruzione degli edifici realizzati prima del 1989 che necessitano di essere adeguati ai nuovi standard qualitativi, architettonici, energetici, tecnologici e di sicurezza. Gli edifici non dovranno però essere soggetti a particolari forme di tutela. AMPLIAMENTO EDIFICI ESISTENTI: i comuni possono autorizzare l'ampliamento degli edifici esistenti nei limiti del 20 del volume se destinati a uso residenziale o assimilato e del 20 della superficie coperta se adibiti ad uso diverso. La parte in ampliamento dove essere realizzata in congruità rispetto al fabbricato esistente, salvo che ciò non risulti materialmente o giuridicamente possibile. In questo caso si potrà concedere la costruzione di un corpo separato, avente però carattere accessorio. Se l'edificio è composto da più unità immobiliari, l'ampliamento potrà essere chiesto anche separatamente per ciascuna di esse. PREMIO DI CUBATURA: per incentivare gli interventi di demolizione i comuni possono autorizzare interventi di integrale abbattimento e ricostruzione, anche su area diversa purchè a ciò destinata dagli strumenti urbanistici, che prevedano aumenti fino al 30 del volume esistente per gli edifici residenziali o assimilati e fino al 30 della superficie coperta per quelli adibiti a uso diverso. Si potrà arrivare fino al 35 in caso di utilizzo di tecniche costruttive della bioedilizia o che prevedano il ricorso alle energie rinnovabili. PARCHI E SERVIZI: nel caso in cui gli edifici non vengano ricostruiti nella stessa area dove sono stati demoliti, l'area originariamente occupata dal fabbricato avrà il vincolo di inedificabilità oppure sarà ceduta al comune per essere adibita a verde pubblico o a servizi. PERMESSO DI COSTRUIRE: tutti gli interventi devono essere realizzati nel rispetto delle norme di tutela dei beni culturali e paesaggistici e sono subordinati al rilascio del permesso di costruire. Il decreto fissa i paletti per il rilascio per permesso. L'autorizzazione non potrà riguardare fabbricati ultimati dopo il 31 dicembre 2008 e dovrà essere presentata entro il 31 dicembre 2010. FABBRICATI ABUSIVI: non potrà essere effettuato nessun intervento di ampliamento sui fabbricati abusivi soggetti all'obbligo di demolizione o sugli edifici che sorgono in aree demaniali o comunque vincolate a uso pubblico o dichiarate inedificabili per legge. EDIFICI COMMERCIALI: gli edifici con destinazione commerciale non possono derogare alle disposizioni regionali in materia di programmazione, insediamento e apertura di grandi strutture di vendita, centri commerciali e parchi commerciali. SCONTI FISCALI: in caso di ampliamento si prevede una riduzione del 20 sugli oneri di costruzione, lo sconto aumenta fino al 60 in caso di edificio o unità immobiliare destinata a prima abitazione del richiedente o di un parente o affine entro il 3 grado di parentela. Il contributo dovuto in caso di demolizione e ricostruzione è determinato in ragione dell'80 par la parte eseguita in ampliamento e del 20 per la parte ricostruita. E' comunque ulteriormente ridotto del 50 in caso di edificio o unità destinati a prima abitazione.
PIANO CASA - il provvedimento sull'edilizia subisce un piccolo stop
Il governo ha promesso di approfondire le osservazioni del presidente del Consiglio sul decreto per anticipare alcune misure del provvedimento sull'edilizia. Il rinvio al Consiglio dei ministri della prossima settimana è stato maturato. Il decreto prevede misure per aiutare il settore edilizio a uscire dalla crisi, tra cui l'ampliamento fino al 20 dei fabbricati residenziali e non, la demolizione degli edifici costruiti prima del 1989 con un premio di cubatura fino al 35. Sconti fiscali sugli oneri di costruzione sono previsti, e gli edifici non vengono autorizzati a essere ampliati se sono abusivi o costruiti su aree inedificabili.
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