Giudico le considerazioni del presidente della Provincia la conferma di quanto da me sostenuto. Il distretto maremmano del golf è tutto da costruire e va fatto comprendendo che il turismo di qualità è una strada realmente possibile per l'economia della nostra terra. Svilupparla è un dovere civico delle istituzioni, perché il golf è pienamente in linea con le aspettative di crescita della Maremma. Le condizioni le abbiamo tutte: un clima che consente di ospitare giocatori e appassionati almeno da marzo a novembre; una morfologia del territorio adeguata; un contesto ambientale, paesistico, culturale, archeologico, enogastronomico tali da legare questa pratica sportiva ad un soggiorno di qualità ed esteso nel tempo. Attualmente la provincia di Grosseto può contare su cinque impianti di ottimo livello, mentre - lo ha ricordato il presidente Scheggi - altri sei sono previsti nel Ptc. Ebbene, occorre accelerarne i tempi di realizzazione per mettere in reale concorrenza questo territorio con l'Europa e il Mediterraneo, allargare la politica di marketing ad aree emergenti del settore (Giappone, Russia, Cina) e svolgere un'attività di coordinamento, magari anche attraverso la costituzione di un Consorzio di promozione fra i campi da golf attivi, sotto la regia della Provincia, perché sia davvero possibile pubblicizzare e commercializzare il distretto del golf della Maremma. Implementare il numero di strutture dedicate a questa pratica sportiva provocherebbe naturalmente l'arrivo di turisti. Se in Italia negli ultimi tre anni il numero di giocatori è passato da 50 mila a 80 mila è perché si va diffondendo la cultura legata ad uno sport di nicchia, ma non d'elite. Occorre, però, che il territorio si attrezzi e sia davvero competitivo. L'arricchimento della rete dei campi da gioco diventa indispensabile per permettere ai turisti-giocatori di poter usufruire di spazi differenziati a poca distanza l'uno dall'altro. Oggi non è così: le strutture sono concentrate nella parte nord e nella parte sud della provincia, con un gap nell'area centrale da colmare. Se altre realtà d'Europa, a forte vocazione turistica, lo hanno fatto, perché non noi? L'esempio più calzante è quello della provincia di Malaga, in Andalusia, che può contare su ben 73 campi. Nel solo 2008 l'attività golfistica di quell'area della Spagna ha richiamato 292 mila presenze, con una media di soggiorno per i golfisti di 13,7 giorni e di spesa quotidiana intorno ai 126 euro. La provincia di Malaga può contare sul 51 di giocatori dall'Inghilterra, sul 16 dalla Scandinavia e sull'8 dalla Germania. Per il 69 dei casi si tratta di presenze con reddito medio-alto, il cui budget si aggira, in media, su 1800 euro a settimana. Per il 34 del target di frequentatori dei campi andalusi il golf è l'attività primaria, quella cioè che muove al viaggio, quella secondaria è legata alla cultura e all'enogastronomia. Alla Maremma non manca nulla per esercitare un'effettiva concorrenza in Europa, perché non dobbiamo costruire bellissime cattedrali nel deserto, ma abbiamo tutte le condizioni per armonizzarle con un territorio che ha già in sé le carte del proprio successo. Le istituzioni hanno il dovere di crederci e di assecondare la voglia di impresa. Realizzare un impianto da golf significa dotare la provincia di strutture ricettive (resort, alberghi e altro) di grande pregio, capienti da poter implementare anche l'attività congressistica che sempre di più viene legata, all'estero, anche alla pratica sportiva. Ma significa anche lavorare sulla formazione di professionalità specializzate (manutentori del green, modellatori, costruttori di campi, maestri, segretari...) e di allargare gli orizzonti della promozione e del successivo incoming. Noi ci crediamo. Alessandro Antichi Candidato Provincia