Per affrontare i problemi economici che minano la sopravvivenza del ministero dei Beni Culturali servono anche «procedure semplificate che consentano di spendere i soldi». Ne è convinto il neopresidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali Andrea Carandini (nella foto a destra, Olycom) che, dopo il suo insediamento ufficiale («Non sono legato a questa poltrona, ho 71 anni e continuo a studiare. Non arno le ideologie e questo mi consente di vedere le cose in positivo»), ha spiegato ieri in una conferenza stampa le sue priorità. «Quello dei soldi che non si riescono a spendere (nella sua relazione il presidente ha indMduato in i miliardo e cento mffioni - tra residui passM e sonune in attesa di spesa - i denari non spesi alla chiusura del 2008, ndr) è un problema strutturale», sottolinea l'archeologo, «inutile frustare il ministro, ma io gli ho subito chiesto di capire come si crea il problema nonché di intervenire». Per Carandini «bisogna esaminare le procedure di spesa nei diversi settori e la consistenza del personale qualificato per identificare i colli di bottiglia e proporre soluzioni che aiutino i soprintendenti a spendere». Poi ha ribadito la propria opinione, ben diversa da quella del suo predecessore (dlinissionario in polemica con il ministro Bondi) Salvatore Settis, sulla scelta del manager (ex McDonald's) Mario Resca per la direzione generale per la valorizzazione: non è un certo vulnus peri Beni Culturali il fatto che il manager al quale è stata affidata la valorizzazione non sia un tecnico della materia: «Nel ministero i tecnici competenti non mancano», sottolinea Carandini, «la cosa fondamentale è che Resca non deve occuparsi di tutela, dovrà fare un lavoro di organizzazione, quello che noi umanisti non sappiamo molto fare». Se sbaglierà, aggiunge, «lo criticheremo, io sar sempre al suo fianco e lo controller , ma voglio giudicarlo dai risultati». Infine, Carandini si commuove descrivendo l'emergenza sul Palatino, dove ha lavorato come archeologo per 25 anni ricostruendo le prime fasi della vita di Roma simili a quanto tramandato dal raccmto tradizionale). «Mi viene da piangere quando lo vedo, è una vergogna, abbiamo problemi colossali. 11 commissariamento (criticato ancora ieri dalla Uil dei Beni Culturali, ndr) è l'unica cosa che pu sbloccare la situazione. Sul Palatino la situazione è dram- bambino potevo visitarlo tutto, oggi da archeologo non posso andare ovunque perché ci sono zone in cui se vado rischio di crepare». Situazione drammatica, sottolinea, anche per i Fori e per la Domus Aurea dl Nerone affidata al commissario Luciano Marchetti dal precedente governo. matica, non possiamo aspettare.