«Continuità completa con Settis». La indica l'archeologo Andrea Carandini: da ieri guida il Consiglio superiore dei beni culturali dopo che il suo collega archeologo e preside della Normale è stato costretto a dimettersi in seguito a un asprissimo attacco a mezzo stampa del ministro Bondi. Ieri Carandini ha letto il suo discorso di insediamento ai consiglieri e si è parato davanti alla stampa. Attaccando il piano-casa governativo - ve ne riferiamo nelle prime pagine del giornale - chiarisce di non aver votato «questo governo» e traccia la sua linea. Davvero in piena continuità con Settis? «Ascolter sempre - garantisce - il suo parere». Sul commissario straordinario Bertolaso alla soprintendenza archeologica di Roma e Ostia antica, Il neopresidente Ora guida il Consiglio dei beni culturali: sì a Resca, no ai tagli Carandini approva. «Il degrado c'è, è l'unica via per risolvere una situazione drammatica, solo lui pu spendere soldi che il soprintendente non riesce a spendere». Settis ha bocciato la nascitura di- rezione per valorizzare i musei affidata a Resca perché il manager non sa d'arte e archeologia. E il Consiglio di Stato vuole chiarimenti da Bondi: il neodirettore rischia di metter bocca su temi delicati come prestiti di opere e scientificità delle mostre. Carandini invece approva. «L'obiezione che non ha una preparazione specifica è lecita tuttavia Resca deve occuparsi di organizzazione, non di tutela. Neanche Marchionne quando and alla Fiat sapeva molto di auto». E ibronzi di Riace al G8? «Se i tecnici diranno che non possono spostarsi per me la questione è chiusa, ma non faccio processi alle intenzioni. Sono contrario invece a esporre feticci dell'arte». Sul ministero Carandini critica contro ogni governo: siamo scesi da 750 milioni di euro nel 1987 («attività» culturali escluse) a 330 per il 2009 fino ai 275 per il 2011. Denuncia la piaga del mancato ricambio di personale. Promette: mi impegner perché il dicastero possa spendere i soldi che ha. Si descrive pragmatico: «Non si pu dire no a ogni proposta, va valutato caso per caso».