Il cartellone condizionato dai tagli debutta con il "Crepuscolo degli dei" della Fura dels Baus, sul podio Mehta. E poi tanti concerti Come previsto, Maggio musicale mutilato malgrado la presenza in cartellone di Mehta, Muti, Abbado. Ma a Francesco Giambrone, sovrintendente del Teatro Comunale, una definizione del genere non va proprio giù. «Perché il nostro non è affatto un festival tagliato. Si tratta invece di una programmazione ripensata dalle fondamenta tenendo conto delle risorse disponibili». Risorse notoriamente ridotte allosso: 9 milioni di euro in meno arrivati dal ministero rispetto a due anni fa. Il festival si apre il 29 aprile con il Crepuscolo degli Dei, ultimo capitolo del Ring wagneriano allestito dalla Fura dels Baus con Zubin Mehta sul podio. Degli altri tre titoli dopera progettati, se ne è salvato uno: Patto di sangue commissionato al compositore neoromantico Matteo DAmico. Altra prima assoluta è poi, nellambito della danza, Firefly, creazione di Anthony Heinl, ex ballerino dei Momix già assistente di Moses Pendleton. Il resto del cartellone è occupato dalla musica sinfonica: bacchette di big e nuove leve. Mehta propone lintegrale dei Concerti per piano di Beethoven con Rudolf Buchbinder solista, Alexander Lonquich dirige dalla tastiera, Bruno Bartoletti riporta in città la voce di Samuel Ramey, uno specialista del Settecento quale Helmuth Rilling si cimenta nella Creazione di Haydn, Mauro Ceccanti e il Contempoartensemble festeggiano il settantacinquesimo compleanno del compositore britannico Peter Maxwell Davies; mai ascoltati prima in città Leo McFall e Michele Mariotti. Tornano con orchestre giovani e rampanti (rispettivamente la Mozart, lOgi, la Cherubini), Claudio Abbado, Gianandrea Noseda e Riccardo Muti per la Missa defunctorum di Paisiello. Gran finale in piazza Signoria: 1 luglio con MaggioDanza, il 2 con Mehta e il Requiem di Verdi. Maggio più che decoroso, dunque. Ma se da Roma non viene reintegrato a breve il Fondo unico dello spettacolo, per la fine del 2009 il Comunale prevede un disavanzo di 4 milioni e 400 mila euro. Gli enti locali, da parte loro, fanno il possibile per garantire la sopravvivenza del Maggio. Le sovvenzioni provinciali passano da 700 mila euro a 1 milione, quelle della Regione da 1,9 a 2,5 milioni di euro. E a Corso Italia è destinato addirittura il 25 del bilancio comunale alla cultura, 3 milioni su 12. Dato che tutti in Toscana hanno messo mano al portafoglio (compreso lEnte Cassa di Risparmio), anche lassessore Eugenio Giani reclama più finanziamenti ministeriali al Comunale: «Roma è in debito con Firenze, che ogni anno, dai suoi musei, spedisce nelle casse dello Stato oltre 30 milioni di euro. Di tanto in tanto vorremmo anche ricevere qualcosa indietro».