L'Abbazia di San Michele Arcangelo, il monumento di maggior pregio e maggiore attrattore turistico culturale dell'isola di Procida, probabilmente nella notte tra domenica 15 e lunedì i6 marzo, è stata visitata anche dai ladri, entrati da una porticina adiacente l'antica porta romanica, quindi dal lato opposto all'abituale ingresso delle che hanno portato via una cospicua refurtiva costituita da quadri, crocifissi, candelieri, arazzi, oro e altro materiale. Molti di questi oggetti, in particolar modo, venivano indossati da San Michele - patrono di Procida e veneratissimo sull'isola di Arturo - in occasione dell'annuale processione. I ladri, evidentemente conoscitori della zona e del fatto che il lunedì l'Abbazia rimane apre solo nel pomeriggio per effettuare le pulizia, hanno operato indisturbati lasciando poi sul campo tutti gli arnesi utilizzati per portare a compimento il colpo. Una prima stima dei danni è allo stato attuale ancora difficile, visto che nella serata di ieri era ancora in corso l'inventano, ma pare certo che il bottino sia di quelli decisamente cospicuo anche per il valore di alcuni oggetti antichi. E poteva andare ancora peggio: gli investigatori, infatti, hanno rinvenuto all'esterno dell'abbazia un carrello e bombole per azionare la fiamma ossidrica che sarebbe dovuta servire per forzare la cassaforte. Un'operazione tentata ma non riuscita ai ladri. A seguire le operazioni i Carabinieri di Procida, coordinati dal maresciallo Salvatore Cuppone, che sta procedendo agli interrogatori e alla verifica del materiale mancante.