BARLETTA Sì ai tavolini nelle cosiddette «zone rosse» del centro storico o alle pedane laddove la pavimentazione è completamente sconnessa, ma solo per i casi di estrema necessità. Come dire non più di otto- dieci operatori che nel centro storico di Barletta, al momento, in base al vigente regolamento comunale per le occupazioni di suolo pubblico, non potrebbero lavorare. La Soprintendenza ai Beni architettonici si è detta disponibile a concedere delle deroghe al regolamento, non a modificarlo, in modo da consentire agli operatori di mettere sedie e tavolini fuori dai locali per la stagione calda, anche in quelle zone del centro storico in cui sarebbe vietato. E' il caso del sagrato o di alcune aree molto vicine alle absidi della Cattedrale o di pochissimi locali che all'esterno non riuscirebbero a sistemare i tavolini perché il pavimento è sconnesso oppure in pendenza. Per poter ottenere la deroga i gestori interessati dovranno presentare alla Soprintendenza un progetto particolareggiato (una piantina), in cui viene indicato con precisione cosa intendono sistemare e come. Ma tutti con un'unica caratteristica: dovranno essere a basso impatto ambientale e non dovranno alterare lo stato dei luoghi. E' quanto l'assessore comunale alle Attività produttive, Emanuele Doronzo, ha spiegato ieri pomeriggio alle associazioni che rappresentano gli operatori del centro storico, alcuni dei quali hanno lamentato nelle scorse settimane il fatto che il Comune si fosse mosso tardi per chiedere le deroghe alla Soprintendenza, dal momento che le occupazioni di suolo pubblico potrebbero essere autorizzate già dal 20 marzo prossimo. «La Soprintendenza spiega l'assessore - è disponibile a concedere le deroghe anche per via della situazione di crisi in cui versano i locali. Ma sia chiaro devono essere casi di effettiva necessità. Il soprintendente ci ha promesso da parte sua che le richieste saranno valutate in tempi celeri in modo da permettere, laddove la risposta sarà positiva, ai gestori di poter sistemare i tavolini all'esterno il prima possibile». Di certo il regolamento per le occupazioni di suolo pubblico del centro storico di Barletta, approvato l'anno scorso con il benestare della Soprintendenza ai Beni architettonici, è piuttosto restrittivo: impedisce di sistemare tavolini, ombrelloni, fioriere e pedane nelle aree di forte interesse storico, artistico o religioso del borgo antico; mentre nelle altre zone gli arredi sono ammessi ma solo se rispettano criteri precisi e severi circa colori e forme, con le fioriere erano consentite solo nelle aree di minor pregio; ha reso, infine, fuori legge ovunque le pedane, così come le scritte pubblicitarie sugli ombrelloni. La situazione del centro storico di Barletta non è, di fatto, molto difforme da quella del porto di Trani, per il quale mancano però i cosiddetti piani d'ambito che dovrebbero stabilire, zona per zona, cosa si può installare e cosa no. Questo nonostante anche a Trani ci sia un regolamento per le occupazioni di suolo pubblico approvato un anno fa dal Consiglio comunale. I gestori tranesi sono perciò in una condizione più precaria di quella dei colleghi barlettani, non avendo ancora certezze e ritrovandosi con gli organi di polizia giudiziaria a indagare continuamente sulle loro occupazioni (ancora) abusive. Qualche giorno fa però l'amministrazione comunale ha promesso loro di trovare una soluzione provvisoria ai loro problemi, realizzando una delimitazione in pietra (una sorta di cordolo) alle zone in cui sistemare i tavolini. Occorrerà vedere, però, cosa ne pensa la Soprintendenza.